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Eccellenza: Calvisano campione d’Italia

I gialloneri battono Prato 16-14 e conquistano il titolo

Calvisano  vs Prato – Il Calvisano vince il massimo campionato italiano di rugby: tra le mura di casa i gialloneri battono Prato 16-14. Serviva una vittoria per chiudere i giochi, dopo il successo in trasferta di una settimana fa, e il Calvisano non s’è fatto scappare l’occasione. Vittoria meritata ma sofferta, con Prato che si butta all'attacco nel secondo tempo e regala cinque minuti finali da brivido al pubblico sugli spalti.
 
Prato parte col piede sull’acceleratore. Si gioca nella metà campo dei padroni di casa ma l’indisciplina dei toscani permette al Calvisano di amministrare l’inizio del match. All’andata la mischia giallonera aveva messo in grossissima difficoltà il pack di Prato: stavolta i toscani presentano una prima linea inedita ma i risultati sono gli stessi. I primi otto uomini di Calvisano spingono, sradicano e travolgono. Ma se per Calvisano la mischia chiusa è un punto di forza, la touche invece è semplicemente un disastro. Anche Prato però ha i suoi problemi: non c’è Wakarua (fuori per squalifica), al suo posto Bocchino ma in quanto a precisione non è la stessa cosa. L’apertura toscana al 10° potrebbe portare i suoi in vantaggio ma calcia male la punizione. L’errore potrebbe costare caro se tre minuti dopo Berne, dopo una bella sgroppata in mezzo al campo, avesse vicino qualche maglia giallonera a cui affidare l’ovale. Al 17° Bocchino ha la possibilità di rifarsi: stavolta la sua punizione è precisa e Prato si porta avanti. La risposta di Calvisano però è da grande squadra: con pazienza, con i bisonti del pack, con la bravura di Vunisa alla fine è meta. La firma Hehea ma è una segnatura dove tutti ci mettono lo zampino. È il 22°, Griffen trasforma e fa 7-3. Tutto meritato: i gialloneri stanno meglio soprattutto di testa. E per i toscani è dura. Così (sotto le prime gocce di pioggia) ogni occasione va da sfruttare: ci si mette però pure la sfortuna al 30°, quando la punizione di Bocchino si stampa sul palo. Griffen invece ha miglior sorte e al 37° porta il Calvisano sul 10-3. 

A inizio secondo tempo – come previsto – Prato sostituisce piloni e tallonatore: la prima mischia chiusa, però, la vince di nuovo Calvisano. È un colpo psicologico e i toscani lo accusano, si innervosiscono e concedono a Griffen la possibilità di mettere in cascina altri tre punti. I gialloneri prendono piano piano il largo, impossessandosi dell’ovale e spingendo sempre più indietro il Prato. Al 44° i toscani rimangono pure in quattordici a causa del giallo a Majstorovic: Griffen dalla piazzola fa 16-3 e sembra scrivere la parola fine sul match. Calvisano dilaga con le corse di Canavosio, con le mani raffinatissime di Vunisa (Man of the Match), con l’intelligenza di Berne e Griffen, con una prima linea superiore in tutte le situazioni di gioco. L’unica pecca è non fare punti con l’uomo in più. I toscani infatti restano in vita e ci mettono tanta buona volontà. Al 54° l’ammonizione temporanea a Vunisa dà agli ospiti la possibilità di riaprire la partita: Bocchino dalla piazzola ne calcia bene due in pochi minuti e fa 16-9. Ma niente di più: Prato non trova l’accelerazione necessaria, Calvisano non ha fretta e non rischia niente e il tempo che scorre è un prezioso alleato. Passano i minuti e calano le energie in campo: Prato fa una gran fatica ad andare all’attacco ma ci va lo stesso. Si entra negli ultimi dieci minuti con i toscani impegnati nell’assedio della disperazione ed è un assedio che dà frutti: Leonardi trova alla bandierina la meta della speranza. Bocchino, da posizione complicatissima, non trova i pali. Ma gli ultimi minuti sono comunque thrilling: 16-14 sul tabellone, due punti di differenza. Praticamente niente. Il Prato va all’assalto con Von Grumbkov e con Frati e poi con Chiesa e poi con Belardo: i toscani vanno a grattare tutte le energie rimaste, il Calvisano boccheggia e rincula. Sono una manciata di minuti ma durano un'eternità. Calvisano deve aggrapparsi alla mischia chiusa per riconquistare un possesso fondamentale. Finisce con una punizione fischiata a favore dei gialloneri: il tempo è scaduto, Griffen concede a Vunisa l’onore di calciare fuori l’ovale tra l’ovazione del pubblico. Il Calvisano è campione d’Italia. Scatta la festa.

Antonio Scafati

[19-05-2012]

 
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