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Scomparsa Emanuela Orlandi, indagato don Vergari

Pietro Orlandi: "omertà e depistaggi che dimostrano l'intreccio tra Stato, Chiesa e criminalità"

Ancora un colpo di scena nell'inchiesta sulla sparizione di Emanuela Orlandi, la figlia di un messo del Vaticano del quale non si sa più nulla dal giugno 1983. Il monignor Pietro Vergari, fino al '91 rettore della basilica di Sant'Apollinare dove, fino a lunedì scorso, è stato sepolto Enrico De Pedis, il boss della Banda della Magliana ucciso 22 anni in un regolamento di conti, è indagato dalla Procura per concorso in sequestro di persona. La Procura ipotizza che l'alto prelato abbia aiutato eventuali rapitori di Emanuela che l'avrebbero adescata proprio nella chiesa di Sant'Apollinare.

Nel 2009 mons. Vergari fu sentito dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Simona Maisto sui motivi che avevano determinato la sepoltura di De Pedis nella Basilica che si trova nel centro di Roma. Mons. Vergari spiegò, poi, sul suo sito online che "De Pedis veniva più volte nella chiesa" e che lo aveva "aiutato molto per preparare le mense che organizzavo per i poveri". Qualche tempo dopo - spiegava l'esponente religioso sul proprio sito - i suoi famigliari mi dissero che De Pedis aveva espresso l'auspicio di essere sepolto in quella che rappresentava una delle più antiche camere mortuarie di Roma, il sotterraneo della basilica di Sant'Apollinare. "Furono chiesti - affermò Vergari - i dovuti permessi religiosi e civili, fu restaurata una delle camere e vi fu deposto", non prima che la vedova del boss si rivolgesse al cardinale Ugo Poletti avendo in mano l'attestazione che "il signor De Pedis è stato un grande benefattore di poveri che frequentano la basilica". L'inchiesta sulla sparizione di Emanuela Orlandi conta altri indagati: tra questi Servio Virtù, già autista di Renato De Pedis, Angelo Cassani, detto "Ciletto", Gianfranco Cerboni, detto 'Gigetto", tutti in qualche modo legati al crimine a Roma negli anni '70/'80 e Sabrina Minardi, ex amante di De Pedis e supertestimone che ha ricollegato la sparizione di Emanuela alla Banda della Magliana.

Pietro Orlandi - "Se questa pista ha un fondamento -ha detto il fratello di Emanuela Pietro in un intervista a Corriere.it -giuro che stavolta non mi trattengo. La violenza che hanno fatto a mia sorella sarebbe una vergogna assoluta. Per quello che è successo quella sera, ma anche dopo: 29 anni di silenzi, omertà e depistaggi che dimostrano l’intreccio di cui ho spesso parlato tra Stato, Chiesa e criminalità".
 
 

[19-05-2012]

 
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