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Roma senza Olimpiadi, ma la commissione olimpica in Regione resiste

ancora non è stata sciolta la commissione speciale "Giochi olimpici e grandi eventi"

Roma non parteciperà alla gara per le Olimpiadi del 2020. Lo sappiamo dal 14 Febbraio scorso quando Mario Monti annunciò la sua decisione per ragioni di bilancio. E allora ci si chiede perché in Regione sopravvive l’apposita commissione nata per sostenerne la candidatura.

Più precisamente lo scioglimento della commissione speciale “Giochi olimpici 2020 e grandi eventi” è stato decisa il 30 marzo dalla Commissione Affari costituzionali e statutari della Regione e poi approvata il 19 aprile dal Consiglio. Solo che, da quella data,  non si è trovato spazio o modo di pubblicare la legge nel bollettino ufficiale e quindi, di fatto, la Commissione è sempre in piedi.

Mario Abruzzese, presidente del Consiglio regionale, aveva promesso il 17 di febbraio di chiuderla in 20 giorni. Due giorni fa, visto che i colleghi consiglieri di opposizione gli ricordavano il problema, ha dato un nuovo ultimatum, 10 giorni. Quindi entro la prossima settimana la commissione non esisterà più. Si vedrà. Nata a fine 2010, la commissione è costata circa 300 mila euro, spesi per le indennità di presidente e vicepresidente, gli uffici, i cinque impiegati assunti nello staff, l’auto blu. Si è riunita tre volte, secondo quanto riportato nel sito internet della Regione, la prima per eleggere il presidente, la seconda per definire i suoi compiti e una terza il 14 novembre 2011 per l’audizione di Mario Pescante, presidente del comitato per Roma 2020.

[18-05-2012]

 
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