Giornale di informazione di Roma - Lunedi 26 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Donne vendute come schiave, arrestati 11 sfruttatori

l'operazione dei Carabinieri che sma

Avevano letteralmente “comprato” un pezzo di via Aurelia, per la precisione quello compreso tra la zona commerciale e Ponte Massimino, dove gestivano un giro di prostituzione. Due coniugi romeni sono stati arrestati insieme a otto cosiddetti “luogotenenti”, due donne e sei uomini connazionali, dai carabinieri della compagnia di Tivoli. L’associazione, una vera e propria piramide criminale, operava dal 2011 non solo sul quadrante ovest della capitale, ma anche sulla via Tiberina, Casilina, Palmiro Togliatti e Tiburtina. Agghiacciante il modus operandi scoperto dai militari coordinati  dal capitano Emanuela Rocca: la gran parte delle ragazze veniva attirata in Italia con la promessa di un lavoro. Altre, venivano semplicemente “vinte” al gioco dagli sfruttatori. Qualcuna finiva per strada dopo essere stata “processata” e “condannata  da un tribunale rom per infedeltà coniugale. Durante le ore lavorative, per impedire qualsiasi fuga o libertà di movimento, le donne erano sorvegliate continuamente, attraverso un servizio di ronda serrata e ininterrotta che veniva svolta nei luoghi dove le giovani adescavano i clienti e nelle vie limitrofe, anche al fine di contabilizzare la durata delle prestazioni. Le indagini hanno permesso di far luce su alcuni episodi di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti delle donne che volevano sottrarsi ai loro persecutori. Inoltre i militari hanno scoperto che una donna, colpevole di aver tradito il marito con il cugino di quest'ultimo, era stata condannata dagli altri a prostituirsi e a darne i proventi al coniuge.

Le ragazze venivano trattate in modo diverso dai “protettori”, più gentili con le donne rom, meno con le romene. Al termine delle “prestazioni” (costantemente sorvegliate dagli aguzzini) ognuna di loro aveva il compito di corrispondere 50 euro all’organizzazione. Un giro d’affari che in totale gli investigatori hanno calcolato in quasi quindici mila euro. L’accusa per gli sfruttatori (detenuti al momento tra rebibbia e regina coeli) è quella di sfrutamento della prostituzione, violenza sessuale e maltrattamenti.

[15-05-2012]

 
Lascia il tuo commento