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Vendita Acea, slitta ancora l'Assemblea capitolina

c' il numero legale ma mancano le fotocopie dell'ordine del giorno

Bizzarro rinvio dell'Assemblea capitolina in Campidoglio. Il numero legale c’era na mancavano le fotocopie dell’ordine del giorno. E allora niente assemblea capitolina. La seduta che stamattina avrebbe dovuto iniziare la discussione in aula Giulio Cesare sugli ementamenti relativi al bilancio e soprattutto alla vendita a privati del 21% delle azioni Acea, slitta a mercoledì prossimo. Nell’ordine del giorno (quello mai stampato) era prevista l’analisi delle migliaia di proposte di modifica presentate dall’opposizione alla delibera di vendita. Operazione impossibile secondo il capogruppo Pdl Luca Gramazio che ha avanzato la richiesta di rinvio “vista l’impossibilità per gli uffici – dice- di stampare le cinque copie degli oltre 70mila tra emendamenti e ordini del giorno”.

Nessuna opposizione da parte degli altri consiglieri. E allora: tutti a casa. Sul tavolo del dibattito rimane una vicenda che ormai ha ben pochi segreti: le azioni di Acea (società che fornisce acque ed energia elettrica alla capitale), ad oggi, sono in mano al comune. Nella delibera di vendita a privati è specificato che ogni nuovo socio non potrà acquisire  oltre l’8% delle quote. Il sindaco alemanno ha più volte spiegato che il 30% resterà sotto il controllo del Campidoglio. Dura la replica di opposizione e sindacati, che nell’operazione vedono la “svendita” di un patrimonio cittadino con inevitabili conseguenze sulle bollette dei contribuenti. Botta e risposta a cui assisteremo, forse, tra 48 ore.

[14-05-2012]

 
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