Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Eccellenza: Calvisano vince la prima finale

I gialloneri ribaltano un match che sembrava perso e mettono le mani sul titolo

Prato vs Calvisano – Stadio Chersoni avvolto nell’atmosfera delle grandi occasioni: di fronte Prato e Calvisano, nella prima delle finali che assegneranno il titolo d’Eccellenza. Si gioca al meglio delle tre: basta vincerne due, non conta di quanto. Calvisano (neopromosso) è a caccia del suo terzo titolo. Prato in finale non ci era mai arrivato e si vede: perfetto nella prima parte, si scioglie nella seconda subendo il ritorno di Calvisano che passa in trasferta 22-27. I toscani perdono una partita che avevano in tasca. Merito (e tanto) va anche al Calvisano, che ci crede fino alla fine ed è capace di ricostruire il match pezzetto per pezzetto. 

L’inizio è quello tipico di una finale: molta tattica, poco gioco aperto, ancor meno voglia di rischiare. Per il primo brivido bisogna aspettare cinque minuti: Vunisa trova lo spazio e scappa via. Ne esce una punizione per Calvisano che Griffen trasforma. Ma se il vantaggio è per gli ospiti, tutto il resto è di Prato che pian piano annichilisce l’avversario. Il pareggio arriva al 12°: Wakarua non si mette certo paura di andare a calciare da cinquanta metri.
Da qui in poi i toscani dilagano. La difesa funziona, il gioco è efficace, la pressione costante. Al minuto 19° Wakarua va alla piazzola: 6-3, sorpasso, ed è giusto così perché Prato domina. Calvisano proprio non c’è: problemi enormi in mischia, nel gioco tattico, nella trasmissione. È solo questione di tempo perché i toscani trovino anche la meta. Al 21° Wakarua si inventa una corsa di cinquanta metri: l’azione prosegue e dopo varie fasi Ngawini va a schiacciare alla bandierina. Il solco si fa importante e lievita ulteriormente al 28° col solito piede di Wakarua. Calvisano è letteralmente alle corde: avrebbe l’occasione per muovere il tabellino con Griffen ma la sua punizione si stampa sul palo. E se Calvisano è anche sfortunato, a Prato riesce quasi tutto: anche i rimbalzi sono favorevoli. Al 34° l’ennesima punizione di Wakarua è buona per chiudere il primo tempo su un roboante 17-3 che sa di sentenza.

Il secondo tempo di Calvisano è però tutt’altra storia. Una storia che comincia con 3 punti firmati da Griffen e con Prato che perde Berryman (nel primo tempo anche Visentin s’era infortunato): entra Bocchino. Ma non c’è neanche il tempo di rendersene conto che la partita si riapre all’improvviso. Griffen sfugge via e serve Vunisa che manda in meta Bergamo: la trasformazione c’è, Calvisano trova dieci punti in cinque minuti e si porta sul 17-13. Prato accusa il colpo ma trova lo stesso una meta di furbizia: Kolo’ofai parte da ruck quando non te l’aspetti e va a schiacciare per il 22-13. Meta o non meta, è un Calvisano più lucido quello del secondo tempo: restano i problemi di trasmissione ma la mischia torna a funzionare. Ed è proprio con la mischia chiusa che Calvisano si butta all’attacco costringendo per minuti e minuti il Prato a difendere la propria linea di meta. È un lunghissimo braccio di ferro quello che va in scena tra il 55° e il 60°, una prova di forza che finisce con un giallo al pilone toscano Garfagnoli e una meta tecnica per i gialloneri. È 22-20, Calvisano si rifà prepotentemente sotto e Prato si mette paura. I toscani sbagliano tanto e sono pure costretti a difendere in quattordici. I gialloneri invece sono carichi d’adrenalina positiva. Per Calvisano sarebbe meta, se al 67° Bergamo non si esibisse in un passaggio sciagurato. Si entra negli ultimi dieci minuti con un Prato a difendere due miseri punti di vantaggio e un Calvisano che intravede il colpaccio. E succede: mischia chiusa a cinque metri, i gialloneri spingono, Prato va di nuovo in crisi, il pack si frantuma ed è meta tecnica. Sorpasso, il Calvisano se ne va sul 22-27 ribaltando una partita che a fine primo tempo era semplicemente persa. I toscani si buttano all’assalto ma è inutile. Calvisano vince in trasferta e sferra un colpo tremendo al morale di Prato. Staremo a vedere cosa succederà la settimana prossima ma la vittoria di oggi pesa tantissimo.

Antonio Scafati

[12-05-2012]

 
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