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Sister

di Ursula Meier. Con Léa Seydoux, Kacey Mottet Klein

di Alessio Palma

In una stazione sciistica sulle Alpi svizzere, Simon, un orfano di dodici anni, si mantiene derubando i turisti del posto e vendendo la refurtiva ai coetanei. Con quello che guadagna si prende cura anche della sorella maggiore, Louise, fragile e sbandata. Ma il loro rapporto nasconde un segreto.

Opera seconda della regista franco-svizzera Ursula Meier dopo HOME, SISTER (ma è meglio il titolo originale, “L’enfant d’en haut”, che indica il vero protagonista della storia, cioè Simon) rappresenta la maniera di certo cinema europeo da festival. Il film mette in scena un doppio contrasto: sociale (i ricchi in alto sulle piste da sci, i poveri in basso nelle case popolari) e interpersonale (la relazione tra fratello e sorella, piena di tenerezza ma anche di litigi continui).

Ma una volta impostata questa struttura di base non riesce a svilupparla in modo incisivo. Il racconto è ripetitivo e prevedibile e gestisce male i personaggi secondari (la turista inglese, il cuoco), che appaiono e scompaiono senza trovare mai una propria collocazione nella storia, in larga parte incentrata su Simon.

La macchina da presa pedina il ragazzo nella sua quotidianità: i furti, le trattative, gli stratagemmi per sopravvivere. Rispetto ai Dardenne, però, cui lo stile della Meier è stato paragonato, non c’è la capacità di trascendere la materia del soggetto per delineare un quadro di disagio sociale più ampio. Il film rimane così imprigionato nella propria piccola dimensione di racconto naturalistico, che una regia pedante e senza colpi d’ala non riesce a vivificare più di tanto. E alla fine resta una sensazione d’inutilità.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - meier - seydoux
 

[12-05-2012]

 
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