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Assemblea pubblica di Unindustria

tasso di disoccupazione al 9%, le imprese chiedono al Governo di investire sulle infrastrutture e maggior liberalizzazione

Il mondo economico del Lazio riunito per chiedere più coraggio al governo. Sotto il tetto del Gran teatro, oltre 2000 imprenditori della nostra Regione hanno aderito all’assemblea pubblica di Unindustria, l’associazione nata dalla fusione delle unioni industriali di Frosinone, Viterbo, Roma e Rieti. Le richieste che arrivano dalle imprese – ma anche dai vertici del territorio – sono chiare: una spinta sulle liberalizzazioni, infrastrutture, più coraggio nel promuovere le eccellenze. Gli ingredienti, in pratica, per rimettere in moto il paese.

Aurelio Regina, presidente uscente di Unindustria (in procinto di andare alla vicepresidenza della Confindustria nazionale) si muove sullo stesso sentiero, allargando però il discorso al quadro europeo.

"La crisi che colpisce il Lazio e l'Italia non è un normale episodio di oscillazione ciclica ma una vera frattura delle traiettorie di sviluppo - ha detto il presidente di Unindustria Aurelio Regina -"Oggi il debito accumulato dal comune di Roma è imponente -ha aggiunto- l'ultima verifica parla di 9 miliardi. Per ripagare il debito, i cittadini romani hanno il massimo carico di addizionale comunale Irpef e le tasse aeroportuali più alte d'Italia. Il Lazio, fino alla crisi del 2008-2009 era un'economia forte, capace di produrre maggiore ricchezza della media nazionale. Anche in quel biennio, il Pil regionale aveva mostrato una contrazione più contenuta della media italiana, 3,7% contro 6,3. Allora lo shock si era propagato attraverso la caduta degli scambi internazionali, lasciando le famiglie al riparo. Questa volta è diverso. La recessione ha effetti diretti sulla domanda interna e su quella pubblica, che nel Lazio ha un rilievo molto maggiore del resto del Paese. Le conseguenze sul mercato del lavoro sono gravi: il tasso di disoccupazione era al 7,5% nel 2008. In soli tre anni è arrivato a circa il 9%".

Parole dette di fronte agli imprenditori, ma soprattutto ai vertici del governo nazionale, che rispondono ricordando proprio come il dialogo con Bruxelles rivesta un ruolo centrale.

[10-05-2012]

 
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