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Maxxi, si dimette il presidente Baldi

polemiche con il Ministero per l'erogazione dei finanziamenti

Il rischio commissariamento permane mentre Pio Baldi fa un passo indietro. Da oggi non è più lui il presidenti della fondazione Maxxi (Museo arte contemporanea XXI secolo). Baldi ha rimesso il mandato questa mattina al ministero per i beni e le attività culturali. Insieme a lui anche quelle del Vicepresidente Roberto Grossi e del consigliere Stefano Zecchi.

Venti giorni fa il consiglio di amministrazione della società non approvò il bilancio preventivo per l’anno 2012. “C’e’ un buco di 11 milioni di euro” disse il ministero. “Colpa della mancata erogazione dei finanziamenti statali” replicò la fondazione. “Una erogazione che dai 7 milioni del 2010 – specificò l’ormai ex presidente Baldi - è scesa a 4 nel 2011 e si prevede di soli 2 milioni nel 2012”. Una situazione che il Mibac decise di risolvere con la procedura di commissariamento, accompagnata da quasi un mese di polemiche: oggi il giorno dei saluti: “Si è interrotto il necessario rapporto di fiducia con il Mibac, socio fondatore e promotore del Maxxi – commenta Baldi nella nota in cui annuncia le proprie dimissioni. La Uil dei beni culturali indica il nome di Antonia Pasqua Recchia (segretario geenrale del ministero) come quello più accreditato per l’eventuale carica di commissario, ma la cosa più intelligente, sostiene il sindacato sarebbe “ripensare ad una struttura di autonomia tecnica e finanziaria”.

[09-05-2012]

 
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