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Commercio e crisi economica, in un anno hanno chiuso 15.000 imprese

la denuncia di Confesercenti Roma: "Bisogna bloccare nascita nuovi centri commerciali"

La piccola e media imprenditoria soffre del momento di crisi. Nella nostra città sono soprattutto le attività di vendita al dettaglio, come il settore dell’abbigliamento, a risentire del momento di difficoltà economica. Oltre all’aumento delle tasse che provoca un calo di consumi, questo settore patisce anche la nascita negli ultimi anni di numerosi centri commerciali in città. La denuncia delle difficoltà del settore arriva dalla Confesercenti che, insieme ad altre associazioni delle imprese, chiede una nuova legge regionale che regoli lo sviluppo del commercio sul territorio.

"È necessario, a nostro avviso procedere al blocco di ulteriori autorizzazioni di grande distribuzione commerciale". Ha detto il presidente della Confesercenti di Roma. "Se si prendono in considerazione solo gli ultimi 3 anni - spiegano da Confesercenti - sono state concesse dalla Regione Lazio autorizzazioni all'apertura, tra centri commerciali e grandi strutture di vendita, e solo nell'abito romano, un totale di circa 130 mila metri quadrati. Abbiamo apprezzato le dichiarazioni di venerdì scorso del sindaco Gianni Alemanno circa la volontà espressa di modificare le previsioni del piano urbanistico commerciale. A tale scopo penso che occorra ripensare profondamente le previsioni del piano che prevede nuove grandi strutture nella città per oltre 210 mila metri quadrati". Tra le richieste della Confesercenti: "uno stop ai nuovi outlet, all'abusivismo, alla contraffazione, azioni di sostegno per la messa in sicurezza delle città e di riqualificazione urbana delle strade commerciali".

Il sindaco Alemanno, d’accordo con la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ha garantito che il piano commercio del Campidoglio sarà rivisto. Per il prossimo 16 maggio è previsto un incontro anche per discutere della legge regionale che regola il settore. Nell’ultimo anno, secondo i dati diffusi oggi da confesercenti, ben 5000 imprese hanno chiuso con la conseguente perdita di 20.000 posti di lavoro. Oltre ai pagamenti in ritardo da parte delle amministrazioni, le imprese devono fare i conti con le difficolta’ di accesso al credito. Anche per questo, purtroppo, aumentano le vittime dell’usura; si stima che nel lazio siano circa 28.000 gli imprenditori che si sono rivolti ad usurai per ottenere un credito.

[07-05-2012]

 
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