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Zodiac

di David Fincher. Con Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo, Robert Downey jr.

di Svevo Moltrasio

Storia vera di uno dei serial killer più sanguinosi d’America: dal ’69 fino ai giorni nostri, Zodiac è stato l’ossessione di giornalisti e detective, ma la sua identità non è mai stata svelata.

Nuovo lavoro per uno dei registi più sopravvalutati del cinema recente: grazie a pellicole furbe quanto vuote come FIGHT CLUB, David Fincher gode da anni di una servile adorazione da parte di una buona parte di pubblico. Eppure ZODIAC, con le sue due ore e mezza abbondanti di durata, si è rivelato un mezzo flop sia in patria che in Europa.

A ben vedere i temi cari al regista sono visibili anche in questo nuovo lavoro: l’ossessione, la detective story, la contrapposizione tra interni claustrofobici ed esterni minacciosi. Nel prendere in mano la fedele ricostruzione di una tra le più cupe vicende di cronaca nera statunitensi, Fincher gioca a creare una minuziosa caccia all’assassino che più progredisce, con una lista infinita di didascalie, più si complica, indirizzando in un vicolo cieco i protagonisti della vicenda, dai poliziotti ai giornalisti che mano a mano escono dalla storia e dal film.

Come sanno fare i grandi maestri del cinema americano, Fincher gioca con i cliché del genere, prendendosi tutto il tempo necessario per rappresentare un mondo ben più complicato di quanto si vorrebbe - il parallelismo con l’ispettore Callaghan è tra le cose migliori del film -. Ciò che manca alla pellicola, e che non le permette lo scarto verso la grandissima opera, è un’adeguata cura sui personaggi e sulle relative interpretazioni: il gran cast non lascia tracce indelebili.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[29-05-2007]

 
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