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Claudio Toti conferma: lascio la Virtus

Il futuro del basket romano appeso a un filo

Non ci sono stati ripensamenti nè marce indietro: Claudio Toti lascia la Virtus Roma, e la sopravvivenza della pallacanestro di serie A nella capitale d'Italia è a questo punto più che a rischio. Nel corso di una conferenza stampa convocata ad appena due giorni dalla fine del campionato più deludente degli ultimi anni, e che ha riservato alla compagine romana delusioni in serie, il presidente dimissionario, da dieci anni alla guida della società, ha confermato quanto già comunicato in gennaio, e cioè l'addio al basket.

"Di fronte ad una crisi economica che miete quotidianamente licenziamenti nel settore dell'edilizia, dal quale provengo, non posso continuare ad investire ingentemente, come fatto nel passato, per garantire una squadra di vertice come Roma merita di avere. Nè è nelle mie intenzioni - ha proseguito Toti - diminuire questo budget e quindi costruire una squadra già in partenza limitata come talento ed obiettivi. Non posso quindi che passare la mano, coerentemente con quanto già annunciato nei mesi scorsi e con quanto l'attuale realtà del basket italiano costringe a fare".

Le cause di questo abbandono, per Toti, vanno ricercate nella mancanza di un posto adeguato dove allenarsi e giocare, una "casa" della Virtus Roma, che era stata prospettata anni fa, ma che mai è diventata realtà, ed un "sistema basket" italiano che ancora non si è reso conto della gravità della crisi in atto, essendo ancorato fondamentalmente ad una realtà provinciale, che seppure tra mille difficoltà consente alle proprie formazioni una sopravvivenza sempre più difficile. Diverso il caso di Roma, una metropoli con una realtà sportiva quasi esclusivamente dedicata al calcio, e che ha dimostrato di non possedere, a lungo andare, uno "zoccolo duro" di appassionati di basket in grado di seguire la squadra anche in presenza di risultati non all'altezza delle aspettative.

La situazione a questo punto è davvero al limite: se da una parte Toti afferma, giustamente dal suo punto di vista, di non avere la minima intenzione di "regalare" la società, dall'altra non esistono, ad oggi, potenziali acquirenti, ai quali Toti garantirebbe, come "viatico", l'iscrizione al campionato ed una "moratoria" nei pagamenti, purchè in presenza di un progetto serio ed ambizioso.

Ripercorsi con giusto orgoglio i dieci anni di presidenza, con l'elenco dei campioni e degli allenatori che hanno garantito alla Virtus la presenza stabile ai vertici del basket italiano ed europeo, pur in assenza di significative affermazioni sportive, Toti ha anche parlato del rapporto col Comune di Roma, che è stato vicino, per quanto possibile, alla società romana sia con l'attuale amministrazione che nella precedente.

Gli scenari, come si diceva, a questo punto non sono affatto rosei: nella tutt'altro che remota ipotesi che non si faccia avanti nessuno, e al momento, come ribadito ancora da Toti, nessuno lo ha fatto, prende sempre più corpo l'ipotesi che il titolo sportivo venga ceduto ad un altra realtà, decretando così la fine della società e l'arrivederci al basket a chissà quando. Per gli appassionati romani non resta che aspettare alla finestra che qualcosa si muova, con la consapevolezza inevitabile di doversi preparare al peggio, e cioè di un futuro senza basket dal vivo, ma solo in tv.
Andrea De Paolis

[04-05-2012]

 
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