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Vendita Acea, protesta dei minisindaci di centrosinistra

Alemanno respinge le critiche

Volantini sotto la sede dell’Acea, distribuiti dai presidenti di municipio di centrosinistra: tutti rigorosamente con fascia istituzionale. Anche i minisindaci di opposizione si schierano contro la delibera presentata dalla giunta Alemanno che prevede la vendita ai privati del 21% di Acea, una delle aziende municipalizzate di roma capitale. Da medici a palmieri, da fantino a catarci, i presidenti di municipio si sono radunati direttamente sotto le finestre di Acea, in piazzale Ostiense, per distribuire materiale ai cittadini per spiegare cosa comporterà la cessione di una quota dell’azienda. Nello stesso momento, in Campidoglio una decina di attivisti hanno srotolato uno striscione di protesta per fermare quella che – senza giri di parole – definiscono una ‘svendita’. "Meno di un anno fa, in occasione del voto referendario per l'acqua bene comune, più di 1.200.000 romani si sono espressi per l'estromissione dei privati dalla gestione del servizio idrico - hanno ricordato i presidenti del municipio in protesta-. La vendita del 21% delle quote azionarie di Acea è in piena opposizione al pronunciamento referendario". Il presidente del VI municipio Giammarco Palmieri ha spiegato: "Siamo gli enti a più diretto contatto con i cittadini e crediamo sia doveroso far sentire la nostra voce. A nessun imprenditore accorto verrebbe in mente di vendere le azioni della sua azienda nel momento in cui sono a quotazioni minime". "La vendita di Acea è un gesto disperato di un sindaco con l'acqua alla gola", gli ha fatto eco Sandro Medici del X, mentre Susi Fantino del IX ha ricordato: "Io sono italo-argentina e nel mio Paese questo è un film già visto: hanno privatizzato tutto e ora, dopo il default, si sta tornando indietro con la ripubblicizzazione dei servizi. Roma non faccia lo stesso errore".

Il sindaco Alemanno respinge le critiche, sostenendo che la cessione del 21% di Acea rientra nelle direttive indicate dal governo Monti nel decreto liberalizzazioni. "Dico ai vari comitati, basta con le menzogne, non dite sciocchezze: qui stiamo facendo un atto di responsabilità assolutamente necessario". La quota azionaria posseduta dal Campidoglio scenderebbe dal 51% al 30%, a fronte di un incasso di circa 250 milioni di euro.

[03-05-2012]

 
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