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Il pallonaro Lazio
 
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Udine č ancora fatale: Lazio, fine della corsa?

Friuliani che s'impongono per 2 a 0. Di Di Natale e Pereyra le reti. Nel finale rissa, espulso Dias

Altro stop della Lazio, probabilmente l’ultimo atto nella corsa Champions dei biancocelesti, battuti a Udine dai goal di Di Natale e Pereyra.

LA PARTITA –  Torna Konko a destra, Scaloni passa a sinistra a formare una catena laterale inedita con Garrido avanzato. L’Udinese parte col piglio giusto e al 3’ Di Natale saggia i riflessi di Marchetti.  La Lazio tiene palla e cerca di manovrare ma al 17’ Pinzi  va vicino al bersaglio grosso con un bolide da fuori. L’Udinese spinge e chiude i biancocelesti nella propria area. Il gioco manca di fluidità e si susseguono errori, stop sbagliati, scivoloni: un pessimo spot per il calcio, ma non è una novità. Matuzalem e Biava sono costretti ad uscire per infortunio e Reja rimane con un solo cambio a disposizione. Al 43’ Rocchi gira di testa e Handanovic  vola smanacciando sopra la traversa.

Inizia la ripresa e Asamoah sfiora l’incrocio dai pali con un sinistro da distanza siderale. Al 56’ Di Natale prova la specialità della casa, ma il suo tiro al volo finisce in curva. I bianconeri ormai sono al forcing, al 61’ Basta cerca il jolly ma la sfera esce di poco. Al 68’ Di Natale trova il meritato vantaggio per suoi in spaccata e la Lazio è costretta ad uscire dal guscio. Il massimo dell’idea di gioco laziale però è rappresentata dal lancio lungo a cercare Kozak, come al solito lento e macchinoso. La partita finisce con un giallo: mancano quindici secondi alla fine con la Lazio tutta protesa in avanti, arrivano i tre fischi finali, i biancocelesti si fermano e Pereyra deposita indisturbato in rete. Ne nasce una rissa, figlia anche della frustrazione: ne fa le spese Dias, nervosissimo, espulso per proteste. Il goal è convalidato e la partita si conclude in una confusione imbarazzante, con Bergonzi spaesato e dirigenti, allenatori e giocatori delle due squadre tutti in campo a sedare o aizzare piccoli focolai di sterili parapiglia. 

Il finale concitato invita a riflettere sul metro di giudizio che porta a definire una piazza più o meno sportiva: nella civilissima Udine si è probabilmente toccato il punto più basso di un campionato mediocre, sempre più vicino ad episodi da terza categoria, lontani anni luce dal calcio professionistico. Il risultato, tuttavia, non fa un piega e ci si ritrova con quattro squadre a 55 punti a tre giornate dalla fine: Napoli, Udinese, Inter e Lazio ancora in lizza per il terzo gradino del podio di Serie A. Ovviamente in ribasso le azioni dei biancocelesti, che hanno maturato un misero punto nelle ultime quattro partite. La squadra procede per inerzia e i nervi iniziano a cedere: il destino ormai non è più nelle mani e nei piedi degli uomini di Reja, attesi da due partite teoricamente soft con Siena e Atalanta, prima dello scontro casalingo contro L’Inter di Stramaccioni. La lenta agonia sta giungendo al termine: ancora due settimane e poi nessuno si potrà più nascondere, a partire dalla società che deve, doveva e dovrà delle spiegazioni ragionevoli per il suicidio strategico consumatosi nel mercato di Gennaio.

Valerio Lazzari

UDINESE-LAZIO 2-0 (0-0)

Rete: 69' Di Natale (U), 94' Pereyra (U)

 

Udinese (3-5-1-1): Handanovic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Abdi (58' Pereyra), Pinzi, Asamoah, Pasquale; Fabbrini (72' Fernandes); Di Natale (78' Torje).

In panchina: Padelli, Coda, Pazienza, Barreto. All. Guidolin.

 

Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Garrido (70' Kozak), Dias, Biava (43' Diakitè), Scaloni; Konko, Gonzalez, Ledesma, Matuzalem (36' Cana); Mauri; Rocchi.

In panchina: Bizzarri, Zauri, Zampa, Alfaro. All. Reja.

 

Arbitro: Mauro Bergonzi (sez. Genova)

Assistenti: Tonolini, Di Liberatore;

IV Uomo: Giannoccaro.

 

Note: espulso Andrè Dias (L) per proteste. Ammoniti Matuzalem (L), Abdi (U), Fabbrini (U), Pinzi (U), Cana (L), Di Natale (U), Benatia (U), Scaloni (L).

 

Recuperi: 3' p.t., 4' s.t.

[29-04-2012]

 
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