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In 50mila ai Fori Imperiali per la campagna #salvaciclisti

al termine corteo spontaneo per le vie della cittā

Contrastano il traffico, non inquinano e non fanno rumore, ma sono fra i bersagli preferiti di auto e motocicli. Circa 50mila ciclisti hanno aderito alla campagna #salvaciclisti, radunandosi in massa ai Fori Imperiali per chiedere maggiore sicurezza sulle strade ed interventi a favore della mobilità sostenibile. Un evento che ha voluto ricordare i 2.556 ciclisti uccisi sulle strade italiane negli ultimi 10 anni, 101 le vittime dall'inizio del 2012. Un bollettino di guerra che fa dell'Italia il terzo paese in Europa per mortalità in bicicletta.

Alle 16.15 in punto è iniziato il flash-mob: tutti  i manifestanti si sono sdraiati a terra e sono rimasti in silenzio per un minuto, come segno di  ricordo e di denuncia per "i troppi ciclisti vittime della strada". Poi hanno ripreso a far rumore con trombette e campanelli, esibendo biciclette di ogni forma, colore e dimensione. Tante le famiglie con bambini presenti all'evento, assieme ad anziani, ragazzi e alcune mamme che hanno sfoggiato passeggini "a tema", proponendo soluzioni innovative per condurre in bicicletta bambini di pochi mesi.

La manifestazione romana si è svolta in contemporanea con quella londinese: oltre 10mila ciclisti si sono riversati nelle strade della capitale inglese per partecipare alla "bike protest" gemellata con la manifestazione #salvaciclisti. Ed è proprio il quotidiano inglese The Times ad aver stilato un Manifesto di 8 punti per la tutela dei ciclisti, ripreso dagli organizzatori italiani e presentato in Parlamento. Oltre al rispetto dei limiti di velocità e al contrasto del parcheggio selvaggio, il Manifesto esige la realizzazione di Bici Plan e la previsione di piste ciclabili sulle strade di nuova costruzione o sottoposte a manutenzione straordinaria. Un "Piano ciclabilità" è stato approvato dalla Assemblea capitolina proprio a ridosso della manifestazione, dopo anni di disinteresse ed inerzia, testimoniati dalla mancata realizzazione di ciclabili e dalla scarsa pulizia e manutenzione delle poche piste esistenti.

Alle 17.30 i ciclisti hanno abbandonato i Fori Imperiali, seguiti da auto e motorini che, in pochi minuti, hanno preso possesso nuovamente del centro di Roma. Circa 2mila ciclisti tuttavia hanno deciso autonomamente di continuare la manifestazione, questa volta sfilando compatti per le strade della città: si sono radunati al Circo Massimo, hanno affrontato il traffico del Lungotevere, sono giunti in Vaticano e poi ancora a piazza Cavour, hanno attraversato il quartiere Prati ed infine sono tornati al punto di partenza, dopo aver bloccato il traffico anche su corso Vittorio Emanuele. Scambi di parole non proprio affettuosi sono avvenuti tra alcuni ciclisti e automobilisti spazientiti o impazienti di tornare a circolare regolarmente. Intorno alle 20 anche il corteo alternativo è terminato. A conclusione di una giornata che ha testimoniato il desiderio e la volontà di migliaia di persone di rendere Roma una città più vivibile e rispettosa  nei confronti di chi, su due ruote, tenta ogni giorno di salvaguardarla.

Simone Chiaramonte

[29-04-2012]

 
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