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L'omicidio di via Poma, le tappe dell'inchiesta

dal delitto del 10 agosto 1990, la prima inchiesta e poi l'assoluzione di Busco

Simonetta Cesaroni, romana di 20 anni, viene uccisa in via Poma, a due passi da piazza Mazzini, il 7 agosto del 1990 con 29 colpi di tagliacarte, nell'ufficio dell'associazione alberghi della gioventù.
Ecco le tappe principali dell’inchiesta:

10 agosto 1990 – Viene fermato Pietrino Vanacore, uno dei portieri dello stabile di via Poma, che sarà scarcerato dopo 26 giorni.

3 aprile 1992 - arriva un avviso di garanzia a Federico Valle, nipote dell'architetto Cesare Valle, che abita nel palazzo di via Poma.

16 giugno 1993 il gip Antonio Cappiello proscioglie Valle per non aver commesso il fatto e Vanacore perché il fatto non sussiste.

Il 30 gennaio ‘95 la Cassazione conferma la decisione della Corte d'appello di non rinviare a giudizio Valle e Vanacore.

Nel giugno 2004 per la prima volta viene prelevato del DNA appartenente a Raniero Busco, trovato nelle tracce di saliva sul corpetto e sul reggiseno della vittima. Inoltre, i segni di un morso sul seno sinistro di Simonetta sarebbero compatibili con la sua arcata dentale. Busco diventa così ufficialmente l’indiziato numero uno.

28 maggio 2009 - La procura di Roma chiede il rinvio a giudizio di Raniero Busco per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Il ragazzo non ha un alibi convincente.

3 febbraio 2010 - In Corte d'Assise comincia il processo. Imputato per omicidio volontario Raniero Busco.

9 marzo 2010 - Pietrino Vanacore viene trovato morto in mare: si è legato ad un albero per una caviglia e si è gettato in acqua in località Torre Ovo, vicino Taranto, dove viveva da anni. Vanacore ha lasciato una scritta su un cartello: "20 anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio". Il 12 marzo avrebbe dovuto deporre all'udienza del processo.

26 gennaio 2011 - Raniero Busco viene riconosciuto colpevole e condannato a 24 anni con una sentenza di primo grado.

24 novembre 2011 – Si apre il processo di secondo grado.

27 aprile 2012 - Raniero Busco viene assolto. I giudici della prima sezione della Corte d’Assise ribaltano la sentenza di primo grado che il 26 gennaio del 2011 condannò Busco a 24 anni di reclusione.

[27-04-2012]

 
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