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Cronaca Giudiziaria
 
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Via Poma, pg chiede conferma condanna

Busco: "Mi aspetto il riconoscimento della mia innocenzo. Volevo bene a Simonetta"

Confermare la condanna a ventiquattro anni emessa in primo grado nei confronti di Raniero Busco: è la richiesta del procuratore generale Cozzella, nell’ambito del processo d’appello sull’omicidio di Simonetta Cesaroni. Secondo l’accusa non si sarebbero dubbi sulla colpevolezza di Raniero Busco, definito un soggetto violento che non avrebbe alcun alibi per quel pomeriggio del 1990.

Secondo la difesa, invece, le richieste dell’accusa sarebbero irragionevoli. Franco Coppi, legale di Busco, non condivide neppure la richiesta di rinnovare il dibattimento, convinto che la corte abbia tutti gli elementi per emettere una sentenza. Busco, da parte sua, ha ribadito di essere innocente e che voleva bene a Simonetta.

Busco, "Ho bisogno di dirvi - ha detto Busco - che volevo bene a Simonetta ma ovviamente non so come si sarebbe conclusa la nostra storia d'amore: non ho mai pensato di farle del male". Busco ha poi concluso affermando che quando "ho saputo della sua morte ho provato lo stesso dolore di quando ho perso mio padre. Da voi -ha concluso Busco- mi aspetto il riconoscimento della mia innocenza".

"Naturalmente non condividiamo neppure una virgola di quanto detto". Ha detto Franco Coppi, difensore di Raniero Busco, a margine dell'udienza svolta oggi davanti alla I sezione della corte d'Assise d'Appello. "Quanto alla richiesta di rinnovare il dibattimento - ha aggiunto il penalista - mi sembra che la perizia sia scientificamente esaustiva: la Corte ha tutto il materiale necessario per decidere".
 
 

[23-04-2012]

 
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