Giornale di informazione di Roma - Sabato 24 settembre 2016
 
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Roma, ennesima disfatta: travolta dalla Juve

La partita dei giallorossi dura mezz'ora: finisce 4-0. Totti in panchina, Stekelenburg espulso e Lamela sputa a Lichtsteiner.

Essere destinati a perdere era probabile. Essere vittima dell’ennesima umiliazione era solo un timore. E invece, la Roma di Luis Enrique è stata protagonista dell’ennesimo, inqualificabile capitombolo stagionale. Poco importa che di fronte ci fosse la Juventus imbattuta e, verosimilmente, prossima campione d’Italia. Quello andato in scena a Torino è stato un impari e quasi “tenero” confronto fra una squadra convinta della propria grandezza e una formazione senza anima, gioco e determinazione. Tanto che il 4-0 finale è perfino avaro: i bianconeri avrebbero potuto affondare con molta meno pietà su una compagine, quella giallorossa, spentasi dopo neanche mezz’ora di gioco.
PRIMO TEMPO – Pur in una delle partite più importanti dell’anno, Luis Enrique non rinuncia alla consueta punta di saccente protagonismo nella scelta dell’undici iniziale: a farne le spese è addirittura Francesco Totti, che lascia il posto a Simone Perrotta, titolare dopo mesi di naftalina. Il centrocampista dovrebbe fare la guardia a Pirlo, mentre Pjanic viene sistemato alle spalle di Osvaldo e Borini. Confermato in difesa, accanto a Kjaer, De Rossi. Se il tecnico asturiano avesse pensato una tattica di arginamento del centrocampo juventino, è destinato a restare uno dei misteri del campionato: bastano tre minuti, infatti, agli uomini di Antonio Conte, ed ecco il vantaggio. De Ceglie affonda sulla sinistra e coglie scoperta (sai che novità) la retroguardia giallorossa: il pallone al centro è un cioccolatino per Vidal, che infila Stekelenburg con un sinistro a girare. Il gol preso a freddo dai giallorossi, se possibile, ha un effetto ancor più deleterio, e all’8’ si concretizza l’incubo: è ancora Vidal a battere il portiere olandese con una conclusione dai sedici metri, con la retroguardia giallorossa di nuovo sbilanciata. Parlare di reazione della Roma è un ardire, e anzi la Juve continua a far la partita, e i giallorossi a subire il gioco senza una sola idea buona dalla quale ripartire. Al 27’ il patatrac definitivo: Marchisio perfora ancora una volta la difesa giallorossa e si presenta a tu per tu con Stekelenburg che lo stende. Rigore e rosso (contestato, così come un presunto fallo di Quagliarella su De Rossi in occasione del secondo gol). Entra Curci per Borini, e riesce addirittura a neutralizzare la conclusione dal dischetto di Pirlo, non fosse che il regista bianconero è il primo ad arrivare sulla respinta e a ribadire in rete. Deprimente “game over” dopo nemmeno un terzo di gara, e il resto è noia.
SECONDO TEMPO – A far capire che non è aria di miracoli ci pensa Marchisio dopo 7 minuti: il centrocampista fredda Curci dai sedici metri con una bella conclusione e serve il poker, tanto per silenziare le (del tutto teoriche) velleità di rimonta giallorosse. Il resto della gara è nient’altro che statistica. Le sostituzioni, con Pjanic e Osvaldo cambiati per Bojan e Lamela (dall’altra parte, turn over con Borriello, Del Piero e Giaccherini). L’ottima parata di Curci su Marchisio a evitare il quinto gol. E, ma qui entriamo nel campo della psicoanalisi, lo sputo di Lamela su Lichtsteiner e successivo sberleffo dell’ex terzino laziale, che emula il “quattro e a casa” di Totti a Tudor (altri tempi). Far cronaca così è difficile.
Niente che non sia già stato raccontato, nel corso di quest’anno: una squadra che, quando viene privata di Totti, perde di personalità. A lasciar fuori il capitano, stavolta, è stato però Luis Enrique con una scelta suicida. A dividere Juve e Roma c’è l’oceano, oggi come oggi. A tener in vita una squadra, quella giallorossa, pur priva di gioco e di determinazione, invece, è la mediocrità di questo campionato, unico placebo all’intollerabile oscillazione da montagne russe. Il terzo posto è possibile, dice l’asturiano. Forse, e molto in lontananza. Riuscire a dare un’organizzazione, invece, pare di no. Avrebbe aiutato molto.
Simone Luciani
Juventus-Roma 4-0
JUVENTUS: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal (dal 22’ s.t. Giaccherini), Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Quagliarella (dal 16’ s.t. Del Piero), Vucinic (dal 12’ s.t. Borriello). (Storari, Caceres, Pepe, Matri). All. Conte.
ROMA: Stekelenburg; Rosi, Kjaer, De Rossi, Josè Angel; Pjanic (dal 16’ s.t. Lamela), Perrotta, Gago, Marquinho, Borini (dal 28’ p.t. Curci); Osvaldo (dal 12’ s.t. Bojan). (Heinze, Taddei, Greco, Totti). All. Luis Enrique.
ARBITRO: Bergonzi di Genova.
MARCATORI: Vidal al 4’ e all’8’, Pirlo al 29’ p.t.; Marchisio al 7’ s.t.
NOTE: spettatori 40 mila circa. Espulso Stekelenburg (R) al 27’ p.t. Ammoniti Quagliarella (Juve) e Bojan (Roma). Recupero: 1’ p.t., 2’ s.t.

[23-04-2012]

 
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