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Bimbo investito a Torrevecchia da auto pirata, č in gravi condizioni

alcuni testimoni sono riusciti a prendere parte della targa del pirata della strada

Combatte su un letto d’ospedale sorretto dai familiari, soprattutto la mamma che non lo ha lasciato un attimo da quando ieri, all’uscita di scuola, mentre attraversava sulle strisce pedonali via Pietro Maffi è stato investito da un’Opel Meriva (non un Opel Agila) grigia guidata da una donna. L’auto, dopo il violento impatto, è fuggita a gran velocità. Per i familiari dell’adolescente, ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Gemelli, questo è il momento dell’attesa e della speranza. Il ragazzo ha riportato un trauma cranico di estrema gravità con altrettanto gravi disturbi respiratori a importanti emorragie nelle vie aeree superiori. Dopo l’intervento chirurgico di ieri si trova in coma indotto, a seguirlo l’equipe dell’unità intensiva pediatrica diretta dal prof. Giorgio Conti, il quale fa sapere che per valutare il decorso post-operatorio saranno fondamentali le prossime 48ore.

Intanto gli inquirenti sono alla ricerca della donna che lo ha investito, alcuni testimoni sono riusciti a prendere i primi numeri della targa, si spera quindi possa essere presto rintracciata. Dal XIX Gruppo della polizia municipale si smentisce quanto pubblicato da alcuni giornali, secondo i quali l'investitrice sarebbe già stata identificata e sentita dagli investigatori. La polizia municipale sta risentendo in queste ore la testimone che ha descritto l'auto pirata e preso alcuni numeri della targa, nella speranza che a freddo ricordi altri particolari utili. Sulla circostanza che alcune persone abbiano cercato di rincorrere la macchina investitrice a bordo di motorini, si sottolinea invece che nessuno finora si è presentato per testimoniare. A quanto pare il ragazzo stava attraversando la strada sulle strisce in compagnia di alcuni amici, uno di loro lo avrebbe spinto mentre scherzavano. Poi l’impatto improvviso, impossibile da evitare, con la macchina che non ha nemmeno tentato di frenare e un volo, dicono, di una ventina di metri. A prestare i primi soccorsi i commercianti della strada insieme alla mamma e la zia.
 
 

[20-04-2012]

 
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