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Rapporto Cgil sul lavoro: nel Lazio mezzo milione di disoccupati

Di Berardino: "Si rischia un'esplosione sociale"

La crisi è tutt’altro che passata e il governo non sta dando risposte sul tema del lavoro. Per sollecitare interventi finalmente adeguate la Cgil si prepara a scendere in piazza, a cominciare da giovedì, quando il sindacato sarà al fianco dei datori di lavoro nella fiaccolata per sensibilitzzare sugli effetti della crisi e i suicidi di imprenditori in difficoltà. E poi di nuovo venerdì in occasione dello sciopero generale di quattro ore che culminerà con l’intervento di Susanna Camusso a piazza Farnese. Inziative che si giustificano anche alla luce del monitoraggio condotto dal dipartimento politiche attive del lavoro su dati Inps, Istat e Unioncamere.  

I dati - Nell’ultimo trimestre, nella nostra regione, le persone in cerca di lavoro sono passate da 150mila a quasi 200mila. Al lordo della cassa integrazione, l'occupazione cala di oltre 34.000 addetti su base annua, 18.000 dei quali fra i dipendenti. Nel Lazio la crisi si è manifestata in due fasi – dice la Cgil - specie nei settori manifatturiero e dei servizi, mentre vanno un po’ meglio commercio e turismo. Cala anche del 7% il settore agricolo, quello delle costruzioni (-11,5%), e a risentirne sono soprattutto le donne occupate, scese da 20.000 a poco più di 2.000.  Nel 2011 le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 70.000 unità, a fronte di una diminuzione degli occupati a tempo pieno ed un aumento dei part-time.  “Abbiamo più di 500.000 persone, tra disoccupati e scoraggiati, che vivono con 0 euro al mese: si rischia un'esplosione sociale” è l’allarme lanciato da Claudio Di Berardino, segretario Cgil Roma e Lazio.

[18-04-2012]

 
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