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La fotografia di Arturo Ghergo

fino all''8 luglio a Palazzo delle Esposizioni

Sarà in mostra fino all'8 luglio la mostra fotografica dedicata all'opera di Arturo Ghergo, ritrattista e fotografo che si fece apprezzare dall'alta società romana tra gli anni '30 e gli anni '50. Le sue opere, caratterizzate da una tecnica di ripresa e di successiva manipolazione delle immagini all'avanguardia per i tempi, divennero una moda; quasi tutti i personaggi dell'epoca vollero un ritratto di Ghergo, che stabilì anche uno speciale rapporto con Cinecittà, diventando "il fotografo delle dive". Fra i numerosi personaggi del Novecento che posarono per Ghergo si ricordano Maria Felix (Messaline), Papa Pio XII, Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi, l'Aga Khan, Pietro Badoglio, Sofia Loren, Ingrid Bergman, Gina Lollobrigida, Vittorio Gassman e Amedeo Nazzari.

Nel panorama della fotografia “di studio” prodotta in Italia tra gli anni '30 e gli anni 50', la figura di Arturo Ghergo è certamente quella che meglio incarna la tensione verso quell’ideale di bellezza e di eleganza che nel mondo anglosassone veniva compreso nella nozione di glamour. Ghergo è l’unico fotografo, in un’Italia in bilico tra provinciali resistenze pittorialiste e timide spinte moderniste di gusto neoclassico, a percorrere coscientemente e insistentemente la via già tracciata negli Stati Uniti dalla fotografia di moda e di cinema, applicando, reinventandoli ad uso e gusto della nuova cultura visiva nazionale, i moduli figurativi di una società progredita e sofisticata, in particolare per ciò che riguarda il soggetto femminile, ridefinito in forme e valori espressivi inediti, spesso in netta discontinuità dai canoni estetici auspicati e propagandati dal gusto conservatore dell’epoca.

Arturo Ghergo nasce nel 1901 a Montefano, in provincia di Macerata e si trasferisce a Roma nel 1929. Qui apre uno studio fotografico nella centralissima via Condotti, dove pratica esclusivamente l’arte del ritratto, rigorosamente nel formato 18x24 cm, in cui il controllo sapiente e maniacale della luce e della posa produce vere e proprie “icone”, espressamente concepite per acuire la distanza insormontabile fra il soggetto effigiato e i “comuni mortali”. Gli espedienti retorici sono esclusivamente affidati proprio alla luce, avvolgente, misterica, a volte vagamente simbolica. Il resto lo fa il ritocco manuale, vero e proprio intervento di chirurgia estetica, materialmente eseguito sulle carni vive della pellicola fotografica e poi dissimulato con ulteriori espedienti pittorici, e sapienza d’alchimista. I fianchi e le braccia si sfinano, i seni si sollevano, la pelle diventa liscia come seta, gli occhi brillano di una luce profonda, soprannaturale. Nel giro di pochi anni si afferma come il ritrattista più ambito della capitale.

Data Fine mostra: 08 luglio 2012
Costo del biglietto: 12,50 euro
Luogo: Roma, Palazzo delle Esposizioni
Orario: Da domenica a giovedì: 10.00 - 20.00 Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30
Telefono: 06 39967500
E-mail:
Sito Web: http://www.palazzoesposizioni.it/

[17-04-2012]

 
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