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Ancora incertezze sulla stangata dell'Imu

Si pagherà in 3 rate e con le aliquote base

Ancora novità rilevanti in materia di tasse. La principale riguarda l’Imu: l’acconto dell’imposta Municipale Unica di giugno si pagherà con l’aliquota di base nazionale, mentre le aliquote comunali saranno rese note soltanto a settembre, andando così a gravare sul saldo di dicembre. A circa due mesi dalla scadenza del pagamento della nuova tassa sulla casa – l’ormai famosa Imu - regna infatti ancora l’incertezza sugli adempimenti, sulle rate (forse 3), sulle aliquote e sulle detrazioni che ogni comune può determinare. Proprio questa incertezza - e a causa delle lamentele dei Caf (centri di assistenza fiscale) - il Governo sta cercando di mettere ordine sull’argomento con un emendamento al decreto legge fiscale, adesso all’esame dell’aula di Palazzo Madama. Pertanto, alla luce di questo emendamento, il pagamento dell’acconto Imu sarà calcolato a giugno sulle aliquote base, 4 e 7,6 per mille, stabilite per legge. Un apposito decreto del governo stabilirà entro fine luglio, e sulla base del gettito della prima rata dell’imposta, le opportune correzioni alle aliquote ed alle detrazioni.  

Pertanto, entro il 18 giugno, i contribuenti verseranno l'acconto dell'Imu in misura pari al 50% dell'imposta dovuta; tale acconto andrà inoltre calcolato con le aliquote e gli sconti previsti dal decreto Salva-Italia, cioè 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sugli altri immobili.  Quindi la rata di dicembre, diversamente dagli altri anni, sarà di un importo diverso rispetto a quella di giugno;  infatti al 50% - che si dovrà versare a saldo dell’acconto di giugno – nella rata di dicembre dovranno essere aggiunte le aliquote comunali, di cui ancora non è stata  comunicata la percentuale e che varierà da Comune a Comune.

I Comuni potranno deliberare entro il 30 settembre il ritocco delle aliquote e delle detrazioni.
Tali correzioni, potranno riguardare le aliquote nazionali, e ogni comune potrà far salire o scendere del 3 per mille l'aliquota ordinaria e del 2 per mille quella sulla prima casa. Inoltre, potrebbe variare anche la detrazione di 200 euro prevista sulle abitazioni principali, e potrà cambiare anche la detrazione aggiuntiva di 50 euro prevista per ogni figlio di età non superiore a 26 anni a condizione che abiti nella stessa casa.

a cura di Massimiliano Casto - Tributarista e Consulente del Lavoro

[14-04-2012]

 
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