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Corteo Cgil, Cisl e Uil in centro

il corteo degli esodati. Per chiedere lavoro e diritti contro la crisi che spinge ai suicidi

Cgil, Cisl, Uil: i sindacati uniti tutti insieme come non si vedeva da tempo. Sembrano messe da parte le divisioni ideologiche, in migliaia sono scesi in piazza con un obiettivo comune: chiedere risposte per gli esodati, ovvero coloro che, attraverso accordi individuali o collettivi con le proprie aziende, avevano lasciato il posto di lavoro prima di raggiungere l’età pensionabile. Età che nel frattempo è stata alzata, dopo le riforme del governo Monti. L’effetto è che decine di migliaia di persone (secondo gli organizzatori centinaia di migliaia) si sono ritrovate in un limbo: senza stipendio e senza pensione.

Il numero degli esodati, secondo i sindacati, è molto superiore ai 65.000 calcolati dal Governo per i quali è prevista una "salvaguardia" rispetto alla 'stretta' previdenziale prevista dal decreto Salva Italia. "Sono numeri falsi - ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso -. Se il governo confermasse nei prossimi giorni che gli esodati sono 65.000 allora non resta altro che chiedere le dimissioni del presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua. Che ora "vengano fuori i numeri veri" lo chiede anche il leader del Pd, Pier Luigi Bersani: "serve - dice - un tavolo che abbia un sostegno anche tecnico per arrivare ad una comune visione dei numeri". "È ovvio che ci sono più esodati dei 65.000, ma sono scaglionati nel tempo", spiega il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo. Che garantisce: "anno per anno si provvederà". Dal fronte politico, il Pdl chiede alla Commissione industria del Senato, con un ordine del giorno presentato dal senatore Lucio Malan, di affrontare questa "problematica sociale di obiettiva gravità".

Da piazza della Repubblica, passando per via Cavour, e via dei Fori Imperiali, decine di migliaia di persone sono arrivate in piazza Santi Apostoli, per assistere al comizio finale. Ma nella piazza dei sindacati riuniti non c’è solo la preoccupazione per la sorte degli esodati. C’è anche il rancore per una classe politica che non da’ risposte, e il timore per le nuove riforme introdotte dal governo Monti, che non convincono molti manifestanti.

Crisi e suicidi - I manifestanti hanno espresso perplessità sulla manovra del governo Monti e sul dato allarmante dei molti suicidi tra gli imprenditori. Sono almeno 18 gli artigiani, gli imprenditori ed i lavoratori che si sono suicidati dall'inizio dell'anno perché oppressi dai debiti a causa della crisi economica. È il bilancio stilato da Federcontribuenti. Il numero dei morti potrebbe essere molto più alto, secondo Federcontribuenti, perchè numerosi suicidi non vengono denunciati o non finiscono sulla stampa.

[13-04-2012]

 
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