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In Campidoglio l'ultimo saluto a Miriam Mafai

Scalfari: "ricordo l'irriverenza di Miriam, un'irriverenza mediata e matura"

"In questi giorni - ha detto la figlia di Miriam Mafai, Sara - sono state scritte cose bellissime su mia madre, che è stata una grande donna nella vita e nella morte, e anche una donna divertente. La stampa ha parlato molto della sua risata forte e sferzante, ma mia madre è stata anche una donna nascostamente romantica: sentimentale mai, ma romantica sì. Grazie a lei - ha proseguito Sara - io conosco ogni angolo di Roma, da Monteverde a piazza Bologna, da Trastevere a San Lorenzo. A dispetto di un'eccessiva concretezza, Miriam amava la poesia: trascriveva su diversi taccuini citazioni di alcuni poeti, come Giuseppe Gioacchino Belli. È stata una donna generosa e che non conosceva l'invidia. Buon viaggio mamma".

Il ricordo della figlia Sara ne svela un lato romantico del carattere e la passione per i luoghi romani. In Campidoglio, questa mattina, nella sala della protomoteca, centinaia di persone hanno dato l’ultimo saluto alla giornalista scomparsa all’età di 86 anni. Miriam Mafai è stata anche scrittrice e deputata, membro attivo della resistenza antifascista e tra i fondatori del quotidiano "La Repubblica". A ricordarla, oggi, sono stati i familiari; i figli Sara e Luciano.

In Campidoglio c'erano personalità del giornalismo, della politica ma anche semplici amici e compagni di viaggio. Tra questi, anche Eugenio Scalfari, fondatore de "La Repubblica" che ha ricordato il carattere di miriam mafai, cosi’ schietto ed irriverente.

"L'irriverenza di Miriam -ha detto Scalfari- era un'irriverenza meditata, matura, non inutilmente sbarazzina". A chi gli chiedeva quale fosse il ricordo che conservasse con più piacere, Scalfari ha risposto: "ricordo quando io stavo per fondare Repubblica: lei si dimise da Paese Sera e venne di sua iniziativa, senza ancora sapere nulla di un giornale che stava nascendo e che si sarebbe potuto rivelare anche un fallimento".

[11-04-2012]

 
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