Giornale di informazione di Roma - Venerdi 25 aprile 2014
 
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D'Antoni: 1000 abbonamenti per salvare la Virtus

Accorato appello del vicepresidente per salvare il basket a Roma

Durante un incontro con la stampa tenuto martedì al Palazzetto dello Sport, Sergio D'Antoni, vicepresidente della Virtus Roma, ha fatto il punto sulla non rosea situazione del basket romano professionistico, con la formazione dell'Acea Roma alle prese con una quasi impossibile qualificazione ai playoff, e la società alla ricerca ormai da tempo di un acquirente, dopo l'annuncio di gennaio, in cui il proprietario Claudio Toti l'ha di fatto messa sul mercato.

Lo spunto per l'incontro è stato fornito a D'Antoni dai dati pubblicati la scorsa settimana dalla Legabasket, dai quali emerge come Roma sia all'ultimo posto per presenze sugli spalti, e questo nonostante i prezzi applicati siano i più bassi in Italia, ormai da qualche anno. "Evidentemente - ha sottolineato D'Antoni - il pubblico romano non ha digerito il cambio di impianto dall'Eur al più angusto Palazzetto", anche se appare evidente come la progressiva erosione del pubblico pagante sia andata di pari passo con i risultati sportivi, sempre in peggioramento dal 2008 ad oggi.

D'Antoni ha così rivolto un appello a quello "zoccolo duro" di appassionati, che hanno continuato a seguire la squadra anche di fronte a prestazioni disarmanti, con l'invito a sottoscrivere una prelazione sull'abbonamento dell'anno prossimo, ancora da precisare nei modi e nei tempi. Dovrebbe essere questa, nelle intenzioni dei vertici della Virtus Roma, una sorta di dichiarazione d'intenti da parte degli appassionati romani, un "noi ci saremo", rivolto sia ai potenziali, ed attualmente inesistenti acquirenti, sia, evidentemente, allo stesso Claudio Toti, affinchè riveda la sua posizione di cedere la società, e continui a garantire, anche per l'immediato futuro, la sopravvivenza di una squadra romana nel massimo campionato di basket.

Sia pure discutibile, in tempi di crisi, e per certi versi paradossale, visti gli scempi tecnici e gestionali perpetrati negli anni da parte di questa proprietà, l'appello di D'Antoni rappresenta un grido disperato lanciato soprattutto all'indifferenza dei media cittadini, sempre più appiattiti sulle manfrine pallonare e sempre meno attenti alle vicende, invero deprimenti, della Virtus Roma. La speranza è quindi non tanto che questo appello venga accolto dai tifosi romani di basket, che nel loro piccolo hanno sempre fatto quanto potevano, quanto piuttosto che tutti i mezzi di informazione romana recepiscano come la situazione del basket capitolino sia veramente a rischio, e si crei quindi una sia pure limitata cassa di risonanza atta a far sopravvivere la palla a spicchi anche nella capitale d'Italia.

D'Antoni, inoltre, ha dichiarato che allo stato attuale nessuno si è fatto avanti per rilevare la società, mentre di soluzioni alternative, fantasiose come l'interessamento degli americani dell'As Roma, o minimali come l'acquisizione del titolo da parte della Lazio Basket, attualmente in serie C, non si è fatta menzione durante la conferenza stampa, essendo queste due ipotesi assai remote e distanti dalla realtà dei fatti.

Per quanto riguarda l'aspetto sportivo, la squadra allenata da Marco Calvani è chiamata ad una sorta di "mission impossible", essendo stato assai tardivo il risveglio tecnico, sul quale è lecito a questo punto non avere più dubbi. Anche in caso di improbabile "filotto", infatti, e cioè la vittoria di tutte le rimanenti cinque partite, la qualificazione ai playoff sarebbe ugualmente a rischio, e dipendente dai risultati altrui. Il primo di questi impegni, tutti da vincere, è stato, intanto, spostato a lunedì 16 aprile, ore 20.30 PalaTiziano, contro la Tercas Teramo, vista la non disponibilità dell'impianto per domenica sera, quando era prevista la gara. Anche questo è emblematico.
Andrea De Paolis

[11-04-2012]

 
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