Giornale di informazione di Roma - Domenica 21 dicembre 2014
 
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Vince ancora l'Acea Roma

Tucker trascina la Virtus che passa ad Avellino

Sono state necessarie le proverbiali sette camicie alla Virtus Roma, per avere la meglio sulla Sidigas Avellino, che ha opposto una fiera e per certi versi eroica resistenza. Scesa in campo priva del lungo Linton Johnson, oltre che del lungodegente Taquan Dean, la squadra irpina ha potuto ruotare solo sette uomini sul parquet, due dei quali poco più che giovani di belle speranze. Ciò nonostante sono riusciti a rimanere in partita praticamente fino alla fine, ed il successo della Virtus non è stato affatto scontato come pareva dovesse essere prima della palla a due. Ovviamente il trascinatore per i biancoverdi è stato Marques Green, folletto imprendibile per qualsiasi difensore romano, il quale ha sì prodotto meno della partita d'andata, quando ne mise 35, ma ha comunque rappresentato per la Virtus un rebus irrisolvibile.

Ha vinto quindi l'Acea, 82-88, una partita che nascondeva delle insidie per Roma, e che è stato bravissimo Marco Calvani, coach dei giallorossi, a prevedere ed in qualche modo prevenire. L'atipicità dei lunghi di casa, Golemac e Ron Slay, ha estromesso dalla partita Varnado, che è rimasto poco in campo, gravato di falli, mentre Slokar ha dovuto controllare oltre agli avversari, anche i fischi impazziti di una terna arbitrale schizofrenica.
Partita subito a razzo, 10-4, la Sidigas ha acceso subito le proprie bocche da fuoco, iscrivendo alla partita anche Gaddefors e Spinelli, sempre eccitato davanti alla Virtus Roma. Con Varnado fuori per due falli, Datome e Tucker poco precisi dalla distanza, Calvani ha provato il doppio play, Maestranzi e Gordic, ottenendo da quest'ultimo parecchio in quanto a precisione e intraprendenza. Anche a Mordente veniva concessa fiducia, ripagata da alcune giocate di indubbia efficacia. Restando a lungo in campo con quintetti atipici, la Virtus riusciva quindi a rimanere in scia, e dopo aver chiuso sotto il primo quarto 18-16, nella seconda frazione i romani allungavano anche fino a più 8, dopo due bombe di Gordic e Mordente. All'intervallo Roma andava sopra di sei, 33-39, e la sensazione di poter gestire la partita senza troppi patemi.

Al contrario, invece, era Infanti, uno dei giovani di casa, con cinque punti in fila a riportare la gara subito in equilibrio, dando il via ad un terzo quarto dove Roma non è stata minimamente in grado di resistere alle folate dei giocatori irpini, subendo 34 punti complessivi e dando l'impressione di poter davvero rimanere schiacciata di fronte all'entusiasmo e la sfrontatezza dei ragazzi guidati da coach Vitucci. Chiuso il parziale sotto di cinque 67-62, Roma era costretta ad affidarsi alle mani sapienti di Clay Tucker. Come già avvenuto domenica scorsa contro Treviso, l'americano oltre ai punti (22, tutti segnati nel secondo tempo) è stato capace di garantire un ottimo bilanciamento offensivo, così che la qualità dei tiri presi da Roma è stata quasi sempre ottima, nonostante le percentuali non lo segnalino a sufficienza, anche a causa della personale battaglia - persa - ingaggiata da Uros Slokar con i ferri del Palademauro, e che lo hanno portato ad un desolante 1/10 dal campo.

Ancora in equilibrio a poco più di un minuto dalla fine, la partita ha preso la strada di Roma quando, sul più tre per Roma, Gordic ha recuperato un pallone e si è lanciato in contropiede solitario, subendo un discutibile fallo di Green. Seppure a segno con uno solo dei due personali, il vantaggio di quattro punti non è stato più recuperato dagli ormai esausti ragazzi avellinesi, che si sono infine arresi tra i meritatissimi applausi dei tifosi locali.

Passo dopo passo l'Acea sta intravedendo la luce, in fondo al tunnel dove era finita durante l'inverno. La vittoria di Avellino, obbligatoria sia per ragioni di classifica che per la poca profondità della squadra avversaria, permette ai romani di rimanere in corsa per la volata ai playoff, dove per potervi accedere sarà necessario evitare di compiere qualsiasi passo falso. A partire dalla prossima gara, domenica 15 in casa contro Teramo, partita più insidiosa di quello che potrebbe sembrare. Intanto per martedì prossimo Sergio D'Antoni, vicepresidente esecutivo della Virtus, ha convocato una conferenza stampa dove si cercherà di capire di più a proposito del nebuloso futuro della pallacanestro romana di vertice.
Andrea De Paolis

[08-04-2012]

 
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