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Bufera nella Lega Nord: Bossi si dimette da segretario, travolto dallo scandalo sui finanziamenti

Il Senat¨r presenta dimissioni irrevocabili: "Chi sbaglia, paga". Al suo posto un triumvirato fino al Consiglio Federale

di Enrico Ferrara

Non ce l'ha fatta l'Umberto - come lo chiamano i militanti della base - a resistere al peso dell'indagine della magistratura sulla sua famiglia nè a sopportare alla pressione mediatica dello scandalo.
Pertanto, alle 16,30 di oggi, "Il Capo" ha presentato, durante la riunione del Consiglio federale, le proprie dimissioni irrevocabili da segretario federale.

Al suo posto - si legge nel comunicato diffuso ufficialmente dalla segreteria della Lega Nord - ha "incaricato un comitato composto da Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Manuela Dal Lago di occuparsi, transitoriamente e temporaneamente, della gestione politico-ordinaria del Movimento, fino alla celebrazione del Congresso Federale da svolgersi entro l'autunno".
Un "triumvirato" incaricato soprattutto di fare pulizia e avviare una sana riforma interna, come tiene a precisa l'ex Ministro dell'interno Maroni.
Dopo la riunione più lunga della storia del movimento nordista, fondato dallo stesso Bossi nel 1986, il segretario lascia il partito che ha guidato con fierezza e ostinazione per quasi trent'anni.

Lo scandalo che sta coinvolgendo la Lega Nord e che ha portato il suo segretario alle dimissioni decreta ufficialmente la fine della seconda Repubblica. Archiviata come la prima. Sotto il peso degli scandali finanziari dei partiti politici e il picconamento della magistratura.
Commozione, urla di dolore e mestizia si respiravano oggi in Via Bellerio, a Milano, storica sede della Lega Nord.

Hanno provato, fino all'ultimo, i militanti assiepati nel cortile a convincere il loro leader a non mollare. A resistere. Nulla ha, però, potuto fermare il Senatùr da una scelta inevitabile.
L'indagine della magistratura sui finanziamenti, prelevati direttamente dai soldi dei rimborsi elettorali, alla famiglia del Capo allarga sempre di più i suoi contorni e si tinge di particolari inquietanti.

Come le ultime indiscrezioni trapelate, oggi pomeriggio tra i corridoi del Palazzo di Giustizia di Milano, che vorrebbero, supportate dal contentuto reso disponibile di alcune intercettazioni, come Bossi fosse uso versare alle casse del partito fondi neri. Non contabilizzati e di non specificata provenienza.
Per ora rimane indagato solo l'ex tesoriere Francesco Belsito per i reati di riciclaggio, truffa aggravata ai danni dello Stato e appropiazione indebita.

Oggi, non muore solo la seconda Repubblica, ma un pò anche la stessa Lega Nord
.
Fondata, animata, identificata, gestita, la Lega è Umberto Bossi. Mai un partito è stato  così intrecciato al cuore e al destino del proprio leader. Che non ci sta a farsi rottamare dai magistrati delle procure di Napoli e Reggio Calabria.
E'stato infatti nominato Presidente del Movimento al posto di Angelo Alessandri, riconoscendogli il diritto di partecipare ai consigli federali.

Ruggisce ancora, sebbene stanco e provato
, l'indomito leone e tiene a precisare : "il fatto che io abbia dato le dimissioni non vuol dire che io scompaia. Se lo scordino. Resto nella Lega, da ultimo sostenitore o da segretario io resto sempre a disposizione della causa». E poi ancora: «Da domani mi chiameranno militante. Anzi, no. Semplice simpatizzante, il peso di un uomo non lo fa la carica ma il cervello, la testa e il cuore».
 
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[05-04-2012]

 
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