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Cronaca Giudiziaria
 
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Caso Cucchi, il rapporto dei consulenti della difesa

Il parere dei medici legali: "Sulle cause della morte non si potrà far luce". "Morte imprevedibile da causa cardiaca"

“Sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel sonno, non si potrà mai far luce”. Ne è convinto il professor Remo Orsetti, dell’ospedale San Camillo. Orsetti ha oggi riferito il suo rapporto, insieme ad altri consulenti della difesa, di fronte alla III Corte d’Assise di Roma. Secondo il prof. Orsetti “gli esiti dell’autopsia e gli esami istologici non hanno dato certezze sulle cause della morte del geometra romano che –a detta del consulente- nessun medico avrebbe potuto evitare. Il processo vede 12 imputati; sei medici, tre infermieri e tre agenti di polizia penitenziaria. Gli imputati sono accusati a vario titolo di lesioni, abuso d’autorità, favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d’ufficio e falsità ideologica.
Oggi sono stati ascoltati anche altri consulenti della difesa sempre per stabilire le cause della morte del giovane romano deceduto all’ospedale Pertini tre giorni dopo l’arresto per droga. "Sicuramente fu una morte inattesa, non prevedibile", ha detto Natale Mario Di Luca, ordinario di medicina legale alla Sapienza. Giorgio Bolino, anche lui medico legale della Sapienza, ha precisato che “il decesso di Cucchi va ascritto a una morte imprevedibile da causa cardiaca, una morte 'naturale’ e 'non violenta’. Ultimo testimone di oggi, è stato l’istruttore della palestra frequentata da Cucchi. “Nel settembre 2009 lo vedovo un po’ esile –ha detto- pesava sotto i 50 chilogrammi”. Il padre di Stefano Cucchi, Giovanni ha ribadito la necessità di chiarire quanto accaduto. “C’è solo un desiderio di chiarezza, tanto rammarico per quello che è successo e voglia di verità”.
 
 

[05-04-2012]

 
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