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Inchiesta su presunte tangenti a vigili urbani

ecco come funzionava il sistema delle mazzette

Dopo la svolta alle indagini con due vigili e un geometra agli arresti domiciliari, emergono altri particolari sullo scandalo mazzette che coinvolgerebbe il comando dei vigili urbani. Un sistema studiato nei minimi particolari. Il vigile Valente, uno degli arrestati, rappresentava il tramite, la persona a cui rivolgersi. Francesco Belmonte, era invece il geometra che avrebbe potuto dare una mano. Per il dissequestro di un appartamento la cifra richiesta direttamente da Valente era di 12mila euro. Ma a volte era lo stesso Belmonte a chiedere la mazzetta come nel caso dei Bernabei, che sborsarono circa 36 mila euro in totale.

Ma quando i soldi non ci sono più ecco che ci si inventa un esposto ad hoc per fare cassa. Scoperte queste segnalazioni, alle vittime non restava altro che rivolgersi nuovamente ai soliti noti che dietro compenso avrebbero chiuso un occhio.
I tre estorsori sono ora agli arresti domiciliari. Secondo il magistrato che ha disposto le misure cautelari gli indagati potrebbero pregiudicare l’esito delle investigazioni ancora in corso, indagini volte alla ricerca di altri concorrenti e vittime degli agenti infedeli.
 
 

[05-04-2012]

 
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