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Inchiesta su vigili e tangenti

il reato ipotizzato la concussione

L'ipotesi di reato è di concussione. Per questo sono stati arrestati due vigili urbani ed un geometra che sarebbero coinvolti nell'inchiesta su presunte mazzette che avrebbero preteso da commercianti in cambio del rilascio di permessi. I tre sono finiti agli arresti domiciliari. L'ordinanza è stata firmata dal gip Filippo Steidl su richiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna e dei sostituti Ilaria Calò e Laura Condemi. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del nucleo informativo di Roma. Nel corso della giornata sono state eseguite perquisizioni domiciliari e negli uffici dove lavorano altri tre agenti della polizia municipale che potrebbero essere coinvolti nella vicenda, si tratta degli uffici del XII, V ed VIII gruppo. 

Per i tre arrestati la Procura aveva chiesto al gip di disporre il carcere ma l'istanza non è stata accolta. In particolare i tre arrestati erano già iscritti sul registro degli indagati insieme ad altri tre vigili urbani. La richiesta della Procura risale ad alcune settimane fa, prima che il comando mettesse in atto il trasferimento di 30 vigili in servizio del I gruppo, provvedimento poi temporaneamente sospeso. Nel provvedimento del gip si evidenzia il "rischio di reiterazione del reato" da parte degli indagati. La misura cautelare riguarda gli episodi di concussione ai danni del commerciante Paolo Bernabei, proprietario di locali a Trastevere, che avrebbe pagato 30mila euro a fronte di una richiesta di 60mila; e di una coppia di architetti proprietari di un appartamento in via Natale Del Grande, che avrebbe versato ai vigili indagati una tangente da 12 mila euro per alcuni lavori abusivi.
 
 

[04-04-2012]

 
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