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Roma, 12.30 indigeste a Luis Enrique

I giallorossi voglio vincere contro il Novara per sperare ancora nel terzo posto

"Terzo posto? Prima dobbiamo giocare la partita con il Novara e poi vediamo se riusciamo a fare il nostro compito. Ci sono squadre davanti a noi ed è difficile saperlo. Il nostro compito è vincere e non sarà strano, come lo è invece l'orario in cui giochiamo domani". Il tecnico della Roma, Luis Enrique, nella sfida di domani alle 12,30 contro il Novara, teme in particolare due cose, l'orario di gioco e la propria squadra. "Mancano nove partite e ora sono molto preoccupato per la sfida di domani, non mi piace l'orario, non siamo abituati e spero non si rilassino i calciatori e pensino che sia una partita vinta. È una sfida difficilissima e ci vuole una grande partita per vincere. Bisogna essere pronti dal punto di vista mentale", aggiunge l'asturiano. La Roma dovrà fare fronte anche ad alcuni problemi di formazione soprattutto in difesa. "Mi preoccupa la mia squadra, serve la mentalità giusta, se non ci sarà, il Novara sarà ancora più pericoloso, serve intensità, circolazione di palla e molta attenzione". In difesa, per l'assenza di Burdisso, Juan ed Heinze, giocheranno Kjaer e De Rossi. "Abbiamo fatto delle prove con De Rossi centrale e lo farà domani, lo ha già fatto con la Juve, ci dà piena garanzia. Totti e Pjanic? Ieri hanno fatto tutto l'allenamento e spero che lo facciano anche oggi e siano a disposizione". Una delle critiche alla Roma di Luis Enrique sono i pochi gol segnati nelle ultime sfide. "Mi interessa di più quante palle gol creiamo, un allenatore dovrebbe essere preoccupato se una squadra crea poche palle gol, quando la squadra crea e non le sfrutta è un discorso diverso -risponde Luis Enrique-. Il sistema della Roma è rischioso se si commettono errori che non devono essere fatti, ma se avere il pallone nel campo avversario è rischioso, allora benvenuto il rischio, è quello che cerco".

L'allenatore giallorosso parla poi di Bojan e delle sue prestazioni. "Non parlo dei singoli. Lui sarà un giocatore importante, ha la qualità ma a volte ci aspettiamo troppo dai giocatori giovani, lui sta lavorando ogni giorno, può diventare un giocatore di grandissimo livello, sono contento di come si comporta e lavora. Lui non gioca quanto vorrebbe ma sono soddisfatto di come sta facendo e mi aspetto che faccia ancora di più, avrà delle opportunità e vedremo". Luis Enrique ha poi detto di trovarsi bene in Italia. "Forse rimango qui dieci anni..., sto bene e non mi sento l'unico allenatore straniero in Italia, sono contentissimo". Infine ha parlato di Roberto Baggio e di Andrea Stramaccioni. "Baggio è stato un giocatore di un livello incredibile, è un piacere che sia venuto a Trigoria a vederci, sono sicuro che potrà diventare un grande allenatore, ha grande voglia". Poi sul nuovo allenatore dell'Inter, dice: "Stramaccioni so che ha lavorato alla Roma, che ha fatto benissimo con calciatori giovani e sarà molto pronto per prendere questa responsabilità. Può fare bene per la società e dopo i dirigenti potranno dire cosa pensano. Essere giovani o meno giovani non è importante, dovrebbe esserlo la qualità e le capacità, e lo stesso vale per i giocatori".
 
 

[31-03-2012]

 
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