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Rifiuti, per le nuove discariche il ministro esclude i sette siti individuati dalla Regione

vincoli su Riano, Corcolle e Piano dell'Olmo. Necessario individuare ulteriori siti

Tutto da rifare, o quasi. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini (dopo essersi dato 10 giorni per la decisione) esclude che tutti i sette siti individuati dalla Regione Lazio siano idonei ad accogliere nuove discariche. Nonostante la prossima chiusura di Malagrotta, ormai satura, il Ministro ha parlato di "Vincoli inderogabili sui siti proposti dalla Regione Lazio e in particolare su Riano, Corcolle e Pian dell'Olmo. Per questo nessuno dei sette può essere scelto -ha detto Clini- come località alternativa per Malagrotta. Immaginiamo che questa discarica debba essere operativa entro la fine di quest'anno, cosicchè la quantità di rifiuti trattati che deve andare in questa discarica sarà molto meno importante di quella che si presumeva nella situazione attuale". A chi gli chiedeva se per la chiusura di Malagrotta bisognerà aspettare dicembre, il ministro ha risposto: "prima si fa l'accordo di programma, prima si fa il piano operativo, prima si trova la soluzione e poi si pensa alla proroga di Malagrotta. Sono questioni che vanno chiuse insieme, in modo tale che tutti si assumano le loro responsabilità".

La spiegazione di Clini arriva al termine dell'ennesimo vertice sui rifiuti alla presenza delle istituzioni locali e del prefetto e Commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta Giuseppe Pecoraro. Pecoraro aveva individuato due siti (sui sette); Riano e Corcolle, su cui sarebbero dovute sorgere due "mini" discariche ma il ministro ne ha escluso la fattibilità. "Sono emerse delle problematiche legate a due pareri negativi - ha spiegato Clini - quello del Mibac su Corcolle, vicino a Villa Adriana, patrimonio Unesco, e quello dell'Autorità di bacino del fiume Tevere. L'Autorità di bacino, che opera in attuazione delle direttive europee, ha osservato infatti - ha detto Clini - che i siti di Riano, Corcolle e Pian dell'Olmo sono esposti a un importante rischio per la presenza di sorgenti lineari e corsi d'acqua affioranti, e la scarsa presenza di barriere naturali per la sicurezza della discarica. Ciò ci ha spinto a rivalutare il programma su cui ha lavorato il prefetto per cui il 12 marzo ci siamo riuniti per valutare i dati tecnici sui sette siti, valutare i fattori escludenti sulla base delle direttive europee". Clini ha ricordato che il commissario ha poteri di deroga, "ma non si può andare in deroga alle norme previste dalle direttive Ue".

Individuazione di siti temporanei, appello di Clini alla Provincia- "Considerando che al più tardi entro fine anno Malagrotta va chiusa abbiamo chiesto alla Provincia di Roma di collaborare per trovare siti temporanei ulteriori ai sette" proposti dalla Regione "e la Provincia si è detta d'accordo. Facciamo la nostra proposta - ha aggiunto - e che il prefetto abbia un mandato più ampio per trovare ulteriori siti".

Più tempo per il Commissario e piano a lungo termine- Il ministero ha consegnato a Regione, Comune, Provincia e al Commissario Pecoraro um documento che "propone il passaggio da una prospettiva di sola emergenza alla previsione di un vero 'piano speciale per Roma' basato su una prospettiva organica che punta alla piena efficienza del ciclo integrato dei rifiuti. La logica del Ministero tende verso un approccio in chiave industriale che punti a trasformare il rifiuto da costo in risorsa anche economica. Una impostazione che consentirà, anche in una prospettiva di collaborazione pubblico-privato, di valorizzare le grandi competenze e capacità del territorio, incluso il coinvolgimento del sistema creditizio per integrare il sostegno ai necessari investimenti funzionali alla sostenibilità economica dei nuovi obiettivi". Inoltre dal ministero, per arrivare all'individuazione del sito alternativo a Malagrotta, si concede più tempo al Commissario Pecoraro. "Si ritiene opportuno tendere ad un rafforzamento del mandato del commissario delegato, in termini temporali, di ricerca e verifica di ulteriori siti -continua il documento- e della fase di avvio di una piena e corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti, in linea con le direttive europee e con le normative nazionali in materia di rifiuti".
 
 

[28-03-2012]

 
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