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Corteo Alcoa, scontri con la polizia davanti al ministero dello Sviluppo

I manifestanti protestano contro la chiusura di uno stabilimento Alcoa in Sardegna

Petardi, fischi, trombe, cori, megafoni e bandiere di Fiom,Cisl, Cgil, Uil, Cub in una zona presidiata dalle camionette di polizia e carabinieri. E' il presidio di protesta organizzato dai lavoratori della fabbrica Alcoa che si sta svolgendo sotto il ministero dello sviluppo economico in via Molise e al quale stanno partecipando un centinaio di persone. Presenti oltre ai lavoratori, ai sindaci di 20 comuni e ai rappresentanti sindacali, anche il presidente della regione Sardegna Ugo Cappellacci e del consiglio regionale della Sardegna Claudio Lombardi, in questo momento già ricevuti dal Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. Il presidio e' stato organizzato per protestare contro la chiusura dello stabilimento Alcoa in provincia di Carbone Iglesias, che dà lavoro a 900 persone e che da solo produce circa il 12 percento del fabbisogno nazionale d'alluminio, e per chiedere al governo di intervenire.

I manifestanti hanno bruciato in segno di protesta le tessere elettorati e una bandiera italiana, anche se quest'ultimo gesto è stato criticato dagli altri manifestanti. Non sono mancati i momenti di tensione con scontri, bastonate, manganellate e lancio di oggetti e anche di un petardo, tra i manifestanti e le forze di polizia che presidiano l'ingresso del ministero.

"Siamo qui per combattere contro un vero e proprio dramma sociale-Dice Ivo Melis, sindaco di Masainas(CI) - ci auguriamo che dall'incontro di oggi venga fuori una soluzione che dia un po' di respiro al nostro territorio e che permetta una ripresa".


 
 

[27-03-2012]

 
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