Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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17 Ragazze

di Delphine e Muriel Coulin. Con Louise Grinberg, Esther Garrel

di Alessio Palma
 

A Lorient, in Bretagna, diciassette ragazze dello stesso liceo prendono una decisione eclatante: rimanere incinte tutte insieme, nell’arco di poche settimane. Un gesto che per loro, e per la protagonista Camille soprattutto, significa rottura dell’ordine sociale conservatore in cui vivono, scelta di libertà capace di andare oltre ogni pregiudizio.

Esordio nel lungometraggio di due sorelle, il film prende spunto da un fatto realmente accaduto negli Stati Uniti, trasportandolo nel nord della Francia. La scelta si rivela azzeccata perché è proprio nella capacità di far parlare i luoghi che 17 RAGAZZE ha il proprio punto di forza. Come in molto cinema francese, il ritratto della provincia è preciso e perfettamente credibile: la quotidianità sempre uguale, i rituali per sfuggire alla noia, il senso di soffocamento, la desolazione del paesaggio sono resi in maniera vivida, a volte con qualche tentazione estetizzante, più spesso con giusta misura.

Il film resta invece più vago nella descrizione dei personaggi. Il significato liberatorio del gesto di Camille e delle sue compagne non sempre emerge chiaramente, col rischio che le sue vere motivazioni alla fine restino inesplicate in un finale sospeso. Al tempo stesso la sceneggiatura non prende una direzione ben definita.

Tenta di mettere a fuoco soprattutto la protagonista, senza rinunciare al “coro” delle compagne (e tra le scelte più efficaci ci sono quelle brevi inquadrature, slegate dal racconto, che mostrano le ragazze sole nelle loro stanze). Ma in questo modo il film resta a metà strada: nè opera davvero corale, né studio psicologico di un personaggio forte, lascia alla fine un senso d’incompiutezza.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[23-03-2012]

 
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