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Furti in appartamenti, presa la banda del key bamping

14 arresti, rapinatori tutti di origine georgiana

Svaligiavano appartamenti in pieno giorno senza lasciare alcuna traccia dell’effrazione. Solo la segnalazione ai Carabinieri di alcuni vicini di casa ha permesso di avviare l’indagine che ha portato in manette 14 persone tutte di origine georgiana.  L’operazione, denominata “San Giorgio”, è stata completata questa mattina all’alba dai militari del nucleo operativo della compagnia trionfale. Due le tecniche utilizzate dai malviventi per aprire porte blindate e chiuse con cilindro europeo. Il 'key bumping' (letteralmente 'colpisci la chiave') si avvale di chiavi passepartout prodotte in Georgia per attaccare serrature a cilindro europeo. La chiave viene inserita nella toppa e con dei colpetti ben assestati si apre la porta, che viene poi richiusa dopo il furto senza lasciare traccia. In alcuni casi la banda usava una chiave 'a bussola' per estrarre il cilindro dalla serratura. Le case non venivano mai messe a soqquadro. La banda portava via soprattutto oro, argento, denaro e apparecchi hi-tech. Sono almeno 12 i furti attribuiti loro dagli investigatori dell’Arma. Lavori particolarmente rapidi e puliti compiuti da gruppi di massimo 4-5 persone. I georgiani, vestiti eleganemente, fuggivano poi in metro con la refurtiva custodita all’interno di insospettabili 24 ore da manager.

16 i soggetti interessati complessivamente dalle misure emesse dal gip Aldo Morgigni. Associazione per delinquere e produzione di documenti falsi sono i reati ipotizzati a loro carico.  Nel corso delle numerose perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato chiavi a bussola e passpartout, oltre alla refurtiva frutto di numerosi frutti, per un valore complessivo di circa 300 mila euro.

Il gruppo si avvaleva di due vedette - di 58 e 62 anni, i più anziani; gli altri avevano tra i 21 e i 38 anni, nove gli scassinatori che compivano i sopralluoghi in abiti distinti e una borsa 24 ore. Gli appartamenti prescelti venivano segnalati spostando lo zerbino, gli spioncini degli altri condomini sul pianerottolo coperti con lo scotch. Quindi entravano in azione gli scassinatori, che poi lasciavano la refurtiva nascosta in strada, dove veniva recuperata dalle donne. Tutti si spostavano solo in metropolitana, alcuni usavano documenti falsi di altri Paesi. "L'operazione è il frutto del controllo del territorio delle 60 stazioni dell'Arma a Roma - ha affermato il colonnello Maurizio La Gala - ed è partita a fine novembre da un arresto compiuto durante i controlli intensificati per il Natale".

[22-03-2012]

 
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