Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
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Tango romano
 
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Alla biglietteria

Oggi non ho voglia di farvi il mio solito reportage. Sapete quando la testa è vuota, o troppo piena? Le idee s’affollano e non si delineano. Comunque sono preoccupata, mi chiedo il perché. Per aiutarmi ascolto dei tanghi a volume basso sperando di potervi raccontare qualcosa di venerdì, sabato o domenica, ma non sono andata a ballare! Potrei soltanto immaginare una di queste serate e raccontarvela attraverso gli occhi della bigliettaia di una milonga di Roma.

Arrivano in quattro con i sacchetti delle scarpe che poggiano sulla cassa. Subito quello che è più indietro sbircia dentro la sala cercando di fregarmi, gli altri indugiano: quanto dolore nel tirare fuori quella banconota da dieci. Poi lentamente arrivano gli altri, impiegate, attrici sfigate, avvocati, medici, studentesse del Dams che sanno tutto sull’arte, un tassista, uno speleologo, una che non ha fatto in tempo a lavarsi i capelli, uno con la maglietta nera, un altro con la maglietta nera, attillata però. “Ha il resto di cinquanta?” – “Posso dare un’occhiata dentro?” – “Ce li ho spicci” – “Quant’è?” – “Sette” – “Sto in lista?- “C’è gente?”.

A mezza serata la gente viene a fumare accanto all’ingresso: donne stizzite e uomini rapaci si alternano spippacchiando in fretta con la sensazione che se fossero rimasti dentro avrebbero colto al volo l’amore più importante della loro vita!

Guardo l’incasso, poi metto in ordine le banconote. Due da cento, quattordici da cinquanta, tante da venti e dieci e un mucchio di ferro. Ecco perché sono preoccupata, devo pagare due mesi arretrati d’affitto. Che faccio, mi rubo il malloppo?

Cornelia

[22-05-2007]

 
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