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Rapimento Colangelo, ore cruciali per la trattativa di liberazione

la figlia Valeria: "Ora speriamo, siamo ottimisti"

Sono ore cruciali per la buona riuscita delle trattative per la liberazione di Paolo Bosusco e del romano Claudio Colangelo. I due sono stati rapiti in India dai ribelli Maoisti dello Stato di Orissa. Colangelo, 61enne, due figli e residente nella cittadina dei Castelli romani di Rocca di Papa, era in viaggio in compagnia della moglie che è rientrata in Italia dopo il rapimento. Da poco era andato in pensione, appassionato di viaggi, Colangelo è stato anche volontario per progetti internazionali per sensibilizzare su problemi legati alla povertà.
Per la liberazione dei due ostaggi i ribelli Maoisti hanno posto una lista di 13 richieste: tra queste ci sarebbe il rilascio di tre leader del partito comunista dell’India, una somma di denaro e l’immediato divieto d’ingresso per turisti e stranieri nelle zone tribali.

Il ministero degli Esteri indiano ha detto di essere in contatto continuo con le autorità italiane ed anche il premier Monti è informato costantemente sulle trattative di liberazione. La famiglia è raccolta a Rocca di Papa nella speranza –come racconta la figlia Valeria a Radio Radio - che arrivino buone notizie.

"Non siamo nella fase della disperazione, ma della speranza e anche noi vogliamo essere ottimisti. Sono quelle prove che la vita ti chiede di affrontare e non puoi essere preparato. A parte l'ottimismo c'è l'ignoto che spaventa anche tanto -ha detto Valeria Colangelo, figlia del 61enne romano rapito in India- Siamo in stretto contatto con la Farnesina che ringraziamo. Siccome la situazione è molto delicata non rilasciamo dichiarazioni in questa fase della trattativa, come ci hanno consigliato. Fortunatamente si sono aperte le trattative però non bisogna interferire in nessun modo perchè ogni frase detta male può creare problemi che neanche immaginiamo".

Anche il sindaco di Rocca di Papa Pasquale Boccia si è attivato per fare da tramite con la famiglia in una situazione chiaramente delicata.

"La mia prima preoccupazione è stata quella di attenermi scrupolosamente alle indicazioni dalla Farnesina -ha detto Pasquale Boccia - Ovvero mantenere il massimo riservo in queste ore delicatissime. Ho incontrato la figliola, non ho fatto altro che portare l'affetto della comunità di Rocca di Papa e quello mio personale. Ho chiaramente confermato la disponibilità da parte mia e della comunità per qualunque tipo di sostegno che possa aiutare a far tornare Claudio, al più presto, nella nostra città",
 
 

[19-03-2012]

 
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