Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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6 Nazioni: gli azzurri battono la Scozia

L’Italia supera 13-6 gli highlanders al termine di una partita combattuta e piena di errori

All’ultimo tentativo l’Italia trova la vittoria: gli azzurri superano 13-6 una Scozia brutta quasi quanto la partita che si gioca sul terreno di uno Stadio Olimpico strapieno. Una meta in tutto l’incontro – la segna Venditti – e tanti tanti errori. Ma alla fine oggi serviva vincere per dare fiducia a un gruppo in costruzione, guidato da un allenatore che nel corso di questo 6 Nazioni ha dovuto correggere in corsa un’idea di gioco per la quale molto probabilmente questa Italia non è ancora pronta. Resta la mischia, resta la difesa: per il gioco offensivo si prega di ripassare. 

Sono gli ospiti a partire meglio: gli highlanders provano a muovere l’ovale, i primissimi minuti sono di marca scozzese. Inutile: tra fuorigioco e avanti la partita resterà a singhiozzo per tutti gli ottanta minuti. L’Italia ci mette un po’ a entrare in campo. Al 7° ci prova prima Masi, poi Castrogiovanni, quindi ancora Masi, poi Benvenuti: tante fasi nessun risultato. La Scozia però ci concede una punizione che Mirco Bergamasco manda tra i pali: nono minuto, vantaggio azzurro. Un paio di minuti dopo siamo di nuovo lì a cercare il varco giusto, ma l’ovale sfugge dalle mani di Mirco Bergamasco lanciato sull’out. La nota lieta è Castrogiovanni, miracolosamente in campo dopo la frattura alla costola patita contro l’Inghilterra e carico come una molla: il pilone azzurro placca qualunque cosa gli capiti a tiro e viene usato dai suoi compagni come un ariete buono a puntellare gli attacchi. Ma intorno a lui va in scena una partita che non decolla: tante pause, mischie ripetute, errori a ripetizione. È soprattutto la Scozia a essere imprecisa: la touche proprio non funziona, al contrario dell’Italia che dopo qualche incertezza iniziale in rimessa laterale non sbaglia più nulla. Al 21° gli azzurri potrebbero allungare, concretizzando la supremazia: ennesimo fallo, Bergamasco va per i pali ma l’ovale sfila al lato. Ma è al 25° che l’Italia butta via una buona occasione: gli azzurri vanno a giocare a 5 metri dalla linea di meta scozzese e invece di avere pazienza forzano la giocata con Burton che tenta un drop da dieci metri. Ovale stoppato che finisce ancora nelle mani italiane, ma i ragazzi di Brunel imbastiscono un attacco confuso che si spegne nel giro di un attimo. Sessanta secondi di gioco che mettono in luce tutti i limiti di questa squadra. E così una Scozia incapace di tentare qualunque soluzione offensiva acchiappa lo stesso il pareggio: lo firma Laidlaw con una punizione da centrocampo. Il primo tempo fila via senza altri sussulti fino al 38° quando Nick De Luca si becca un cartellino giallo. Anche stavolta il calcio di punizione di Bergamasco non trova i pali. 

Nei primi minuti del secondo tempo l’Italia ha il vantaggio della superiorità numerica e sa che deve approfittarne. Al 43° ci provano in successione Ongaro, Burton e Castrogiovanni. La trincea scozzese regge ma traballa e infatti Venditti la infila: avversari scavalcati e aggirati, meta sotto i pali, Burton non fallisce la trasformazione del 10-3. Nonostante la punizione che Laidlaw sbaglia al 45°, è questo il momento migliore dell’Italia che cerca con insistenza il colpo del ko. Ma c’è imprecisione, la palla scivola dalle mani azzurre sempre sul più bello. Il tecnico scozzese capisce che qualcosa va cambiato e manda dentro forze fresche. Gli risponde Brunel, che sostituisce Lo Cicero con Cittadini. E l’inerzia della partita infatti è sempre quella: Italia in attacco a ridosso della linea dei 22, tante fasi ma nessuno spunto. Al 56° c’è l’ovazione per Ongaro, sostituito da D’Apice: per il tallonatore azzurro questa è stata l’ultima apparizione con la maglia della nazionale, l’Olimpico gli tributa il giusto omaggio. Ma non c’è tempo per godersi il momento perché al 59° la Scozia torna sotto: Laidlaw stavolta non sbaglia la punizione e il punteggio dice 10-6. E’ la foto di una partita che si è fatta di nuovo equilibrata, con l’Italia meno spavalda e la Scozia che porta lontano la minaccia. Ma il match continua a essere il festival degli errori, e le due squadre fanno una fatica del diavolo a essere davvero pericolose. Il giallo a Zanni, al 66°, cala così come un fulmine su un match che stava scivolando verso la fine: fortuna che la touche scozzese continua a proporre soluzioni inguardabili, rendendo vani tutti i tentativi d’attacco. Nel frattempo Castrogiovanni (alla fine Man of the match) lascia il campo, Canale (infortunato) viene sostituito da Toniolatti e Gori da Botes. Ma la partita del giovane di origini sudafricane dura neanche un paio di minuti: infortunato, deve subito alzare bandiera bianca. Il problema è che di tre quarti in panchina non ce ne sono più e perciò Favaro deve andare a fare il secondo centro. La Scozia non ne approfitta e anzi consente all’Italia di riproporsi in avanti. Così al 76° Burton si esibisce nel drop che chiude l’incontro, fissando il punteggio sul 13-6. Finisce con Ongaro portato a spalla dai compagni, Castrogiovanni a petto nudo, capitan Parisse e Lo Cicero sotto la curva Sud, l’Olimpico che applaude. 

Gli azzurri vincono l’ultima partita del torneo meritando il successo. L’Italia non è stata bella, ha sbagliato tanto ma ha fatto di più degli avversari. Di fronte si è trovata una Scozia ai titoli di coda: brutta, stanca, distratta, incapace di fare bene le cose che sa fare bene. Molti dei senatori azzurri hanno lasciato il segno: Canale, Bortolami, Lo Cicero, tutta gente che probabilmente non vestirà più la maglia della nazionale. Il primo 6 Nazioni di Brunel va in archivio con una vittoria e può andar bene così. La strada è lunga e lo sapevamo, ma la si percorre più facilmente raccogliendo ogni tanto qualche soddisfazione.

Antonio Scafati

[17-03-2012]

 
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