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Truffa ai danni del Ministero degli Esteri, false certificazioni per 1,6 milioni

23 denunce per truffa allo Stato e 6 per falso in atto pubblico

Qualcosa non tornava nelle documentazioni presentate da alcuni esperti esterni del Ministero degli Esteri, che percepivano indennità per le trasferte per conto del dicastero: così dalla Farnesina si è chiesto alla Guardia di finanza di approfondire le indagini. ne è venuto fuori che 29 consulenti esterni avevano presentato false autocertificazioni dichiarando la residenza in Italia. La storia, in realtà, era ben diversa: in 23, secondo i finanzieri, erano in realtà già residenti nel Paese dove dovevano operare, ma con la falsa autocertificazione ricevevano un indennizzo giornaliero che oscillava dai 150 ai 350 euro. A quanto accertato, sono circa un centinaio le missioni risultate irregolari negli ultimi cinque anni a fronte delle 4.500 complessive. Dai riscontri è emerso che il guadagno per ognuno dei 23 andava dai 10mila i 300mila euro. In 6 sono stati invece denunciati per falso in atto pubblico perchè in realtà non erano residenti in Italia, ma neanche nel Paese in cui operavano. La guardia di finanza ha allertato anche la Corte dei Conti che dovrà recuperare la somma. Le indagini sono scattate nel 2010 da una denuncia amministrativa della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero, diretta da Elisabetta Belloni, dopo aver riscontrato irregolarità nella documentazione.

La truffa ammonterebbe a 1 milione e 600 mila euro. 29 i denunciati, tutti italiani. Si tratta di agronomi ed ingegneri. Gli uomini della guardia di finanza, insieme al personale del ministero degli esteri, sono arrivati a scoprire un centinaio i missioni irregolari.

[16-03-2012]

 
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