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Amerigo

di Stefam Zweig

di Paolo Tripaldi

Se come diceva Benedetto Croce la storia non è giustiziera ma giustificatrice perché coglie i fatti nella loro razionalità è opportuno leggere il libro dell'autore austriaco Stefan Zweig dedicato ad Amerigo Vespucci (Amerigo. Il racconto di un errore storico). Per alcuni secoli Vespucci è' stato descritto come un menzognero, un impostore capace di tutto pur di legare il suo nome alla scoperta del nuovo mondo, l’America, rubando gli onori a Cristoforo Colombo. Zweig, morto suicida insieme alla seconda moglie in Brasile nel 1942, compose questo scritto proprio per riabilitare la figura di Vespucci e far capire che era stato solo vittima di un triste equivoco. Per secoli la storia è stata giustiziera con Vespucci ma Zweig ce lo riconsegna per quello che era: un modesto mercante fiorentino morto poi in ristrettezze economiche come lo stesso Colombo. Ma perché allora l'America, il nuovo mondo, porta il suo nome e non quello dell'uomo che invece la scoprì per primo? Zweig descrive come tutto sia stato solo un caso o meglio un malinteso. La scelta del nome per il nuovo continente venne fatta da altri e non certo da Vespucci al quale va tuttavia il merito di aver intuito per primo che si trattava di un nuovo mondo e non dell'Asia come credeva Colombo. Probabilmente Vespucci non venne mai a sapere di aver dato il nome all'America e i rapporti con Colombo erano sempre stati buoni e di stima reciproca. In un solo decennio, quello che va dal 1492 al 1502, erano state scoperte più nuove terre che nei mille anni precedenti. Il clima che si respirava era di euforia, i nuovi mondi avevano aperto possibilità di ricchezze ma ancora non era ben chiaro cosa fosse stato scoperto. Nel 1503 inizia a girare in alcune cittò europee un opuscolo dal titolo Mundus Novus scritto da Amerigo Vespucci in latino e indirizzato a Lorenzo dei Medici per il quale prestava servizio. L'opuscolo di appena quattro pagine suscita molto clamore poichè Vespucci racconta di un viaggio intrapreso per conto del re del Portogallo che lo ha portato in un terra sconosciuta. Viene descritta l'esistenza di una nuova terra talmente bella e ricca da essere paragonata al paradiso terrestre. Poco dopo verranno stampate trentadue pagine di diario dello stesso Vespucci dove le descrizioni dei luoghi sono più precise. Appare anche un'antologia di viaggi di navigatori dove nel frontespizio il nome di Amerigo viene associato alla scoperta del nuovo mondo. Infine nel 1507 appare alla fiera del libro una pubblicazione fatta a St. Diè dal titolo Cosmographiae Introduction che non menziona Colombo e indica Vespucci come l'unico scopritore della quarta parte della terra e aggiunge che visto che Amerigo l'ha scoperta la si potrebbe chiamare America, ovvero terra di Amerigo. "Amerigo. Il racconto di un errore storico" di Stefan Zweig è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 1946 da Mondadori. Da allora non e' piu' stato ristampato e adesso è' di nuovo disponibile grazie ad una nuova edizione della casa editrice Elliot. Si tratta dell'ultima biografia scritta da Zweig, altre le aveva dedicate a personaggi come Dickens, Dostoevskij, Tolstoj, Stendhal e Magellano. E' morto suicida il 22 febbraio, stesso giorno della morte di Amerigo Vespucci il 22 febbraio 1512.

Autore: Stefan Zweig
Titolo: Amerigo
Editore: Elliot 2012

[14-03-2012]

 
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