Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 17 settembre 2014
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Lazio, brutto risveglio: il Bologna espugna l'Olimpico

Ko interno per i biancocelesti. Di Portanova, Diamanti e Khrin le reti degli ospiti. L'autogoal di Rubin riapre la gara, ma la Lazio finisce in nove: espulsi Matuzalem e Gonzalez.

Brutto stop interno per la Lazio di Reja, che cede il passo al Bologna in una partita iniziata male e finita peggio.  La vittoria di una settimana fa nel derby non ha dato la scossa che ci si aspettava e all’apatia dei biancocelesti si è aggiunta la direzione di gara del carneade Guida, quasi maniacale nel punire i padroni di casa nei momenti clou del match.

LA PARTITA – Reja dà fiducia all’undici titolare del derby, con Zauri in sostituzione dello squalificato Scaloni. Pioli si permette addirittura di lasciare in panchina Di Vaio, il bomber dei rossoblu. L’approccio della Lazio non è da grande squadra: i biancocelesti si mettono sullo stesso piano degli avversari, lasciano spazi, giocano e fanno giocare. I felsinei non si fanno pregare e all’11’ trovano il vantaggio: angolo spizzato sul secondo palo, mischia in area, irrompe Portanova che da due passi spinge la sfera oltre la linea. Diamanti è in palla e direttamente dalla bandierina scheggia la traversa sette minuti dopo. Mauri prova a suonare la carica e ingaggia un duello personale con Gillet, che al 26’ con la punta del piede nega la gioia del goal al capitano biancoceleste. La Lazio sbaglia troppo, sia in attacco che in difesa e al 28’ subisce la seconda doccia fredda: uscita disperata di Marchetti in tuffo di testa, Diamanti scarica una volée di prima intenzione e deposita in rete per il 2 a 0. I padroni di casa incassano e continuano a spingere, ci prova ancora Mauri, poi è il turno di Klose. Al 43’ però altra svolta negativa: Matuzalem si libera di Diamanti e nel tentativo di divincolarsi colpisce al volto il fantasista rossoblu. Guida, preso dalla foga e dall’inesperienza, estrae il rosso diretto per un fallo che meriterebbe al massimo il giallo, costringendo in dieci i biancocelesti.

Reja si gioca subito Alfaro per Zauri e la Lazio dimostra che è ancora viva. Il Bologna ci mette del suo e la rimette in partita con Rubin, che serve all’indietro Gillet in uscita, cogliendo il portiere belga controtempo. Siamo al 56’, c’è ancora tanto tempo e la rimonta sembra possibile. Non passa neanche un minuto però e l’ennesimo episodio controverso spiana definitivamente la strada agli ospiti: Ramirez s’invola verso la porta di Marchetti, Gonzalez da dietro lo sfiora e l’uruguaiano cicca la sfera cadendo rovinosamente a terra. Guida è chiamato ad una decisione e ancora una volta è insicuro: il direttore di gara, neanche a farlo apposta, decide che il fallo c’è ma, clamorosamente, concede una punizione due metri fuori dall’area di rigore invece del penalty. La Lazio finisce in nove e si prepara alla punizione di Diamanti che colpisce la barriera, sulla ribattuta Khrin trova un rasoterra chirurgico e chiude la partita sul 3 a 1. Per i biancocelesti non è serata e i ripetuti assalti all’arma bianca nei minuti finali non sortiscono alcun effetto, se non quello di lasciare spazio a contropiedi sempre più invitanti per gli avanti odpiti. Finisce così, con i tre punti per il Bologna e una disfatta inaspettata per la Lazio.

Quando la Lazio perde, questo ormai è chiaro, perde bene, sonoramente, senza mezze misure. Pessimo l’approccio dei biancocelesti al match, il contrario di quello che dovrebbe fare una squadra che è ancora in solitaria al terzo posto in classifica. La sfortuna e le severissime decisioni del direttore di gara hanno influito ma non possono essere delle scusanti accettabili. Cadere in casa in un turno teoricamente favorevole potrebbe pesare a fine stagione, quando si andranno a fare i conti per i posti che contano in Europa. Ma l’impressione è che la Lazio di quest’anno sia così, sempre sul filo del rasoio, inaffidabile e coraggiosa, distratta ma di carattere. Adesso si va a Catania, campo ostico, senza mezzo centrocampo. Fare un pronostico diventa sempre più difficile, dalla Lazio ci si può aspettare di tutto, purtroppo o per fortuna.

Valerio Lazzari

LAZIO-BOLOGNA 1-3 (0-2)

Rete: 11' Portanova (B), 28' Diamanti (B), 55' aut. Rubin (B), 60' Khrin (B)

 Lazio (4-2-3-1): Marchetti; Zauri (46' Alfaro), Diakitè, Dias, Garrido; Ledesma, Matuzalem; Gonzalez, Hernanes (87' Kozak), Mauri (72' Candreva); Klose.

In panchina: Bizzarri, Sbraga, Salustri, Zampa. All. Reja.

 Bologna (3-4-2-1): Gillet; Raggi, Portanova, Antonsson; Garics, Krhin, Mudingayi, Rubin; Ramirez (84' Taider), Diamanti (67' Kone); Acquafresca (76' Di Vaio).

In panchina: Agliardi, Morleo, Cherubin, Pulzetti. All. Pioli.

Arbitro: Marco Guida (sez. Torre Annunziata);
Assistenti: De Luca, Petrella;
IV Uomo: Calvarese.
Note: espulso Matuzalem (L)  al minuto 43; espulso Gonzalez (L) al minuto 57 per fallo da ultimo uomo. Ammonito Khrin (B).
Recuperi: 1' p.t., 4' s.t.


[11-03-2012]

 
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