Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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6 Nazioni: Italia sconfitta 24-3

A Cardiff il Galles marca due mete

Se si guardano solo i numeri si può quasi essere soddisfatti: un Galles di gran lunga più forte che ci fa 24 punti tra le mura amiche e marca solo due mete. Ci si aspettava una 'Caporetto' e dunque va bene così. Ma se si allarga il discorso allora è un’altra storia: solo tre punti sul tabellone; tanta difesa finché c’è benzina e poi basta; neanche un’azione d’attacco degna di nota. A Cardiff un’Italia ‘di transizione’ perde 24-3 contro un Galles lanciato verso il Grande Slam. I dragoni interpretano bene la partita, aspettano gli errori azzurri e portano a casa il massimo risultato col minimo sforzo.

Alzi la mano chi non temeva i primi venti minuti di questa partita. Alzi la mano chi non si aspettava un Galles che chiude i giochi già nel primo tempo: non è così. I dragoni partono forte, vero, ma raccolgono poco. I primi minuti sono tosti: prima una penetrazione di North, poi una di Roberts. Paiono i presagi di una bella grandinata sugli azzurri. Invece i ragazzi di Brunel reggono l’urto mettendo in campo un approccio di Mallettiana memoria: difesa, difesa, difesa. E le cose sembrano anche funzionare. Complice un gioco spezzettato dai tanti falli, i padroni di casa devono aspettare una decina di minuti per sbloccare la partita: punizione di Halfpenny da cinquanta metri e 3-0. Gli azzurri trovano immediatamente il pareggio con Mirco Bergamasco ma non c’è spazio per godersi il 3-3 perché il Galles continua a macinare gioco. I padroni di casa non riescono mai a trovare il varco giusto, però, perché la difesa azzurra è brava bloccare gli attacchi sul nascere. E così è ancora il piede di Halfpenny a portare punti al 19°. L’Italia è una trincea, qualche buona cosa in touche (dove le palle rubate però non si trasformano mai in pericoli) e una bella maul al 21°: nient’altro. Era quello che ci si aspettava ed è quello che si vede in campo. Il Galles continua a galleggiare sui nostri 22 e al 35° per poco non trova la meta con la doppia penetrazione di Faletau e Roberts. La meta non c’è, c’è il solito Halfpenny che dalla piazzola chiude il primo tempo sul 9-3, visto che – invece di andare per i pali – l’Italia al 37° decide di giocare una punizione in touche. Pessima idea: andiamo a ridosso della loro meta e ci facciamo fischiare contro un fallo.

Il secondo tempo dell’Italia riparte da una touche nei 22 gallesi: ma ogni volta che gli azzurri cercano di accelerare finiscono per perdere il possesso. È comunque un’Italia più coraggiosa quella tornata in campo. Il Galles, nel frattempo, sembra studiarci: forse per i dragoni c’è la sorpresa di aver chiuso la prima frazione sul 9-3, forse aspettano solo il momento giusto. Momento che infatti arriva al 50°. Errore azzurro, ovale perso, contrattacco rapido, palla al largo nelle mani di Roberts che infila la difesa e vola tra i pali. Halfpenny trasforma, il punteggio lievita sul 16-3 e si capisce che è finita qui. Brunel manda dentro forze fresche: Cittadini e D’Apice vanno a mettere energie fresche in prima linea ma l’Italia conferma di durare troppo poco. Il Galles capisce che c’è margine per dilagare. Nel giro di un paio di minuti i dragoni ci provano prima con una maul, poi con una penetrazione di Faletau, quindi con una sgroppata di Cuthbert. In un modo o nell’altro l’Italia non capitola. Ma la pressione sale: i padroni di casa vanno a caccia di tutti i possessi, mettono a dura prova il triangolo arretrato con un bombardamento di calci tattici, tentato giocate su giocate. Gli azzurri sono in balia dell’avversario ma arriva l’aiuto inaspettato: Halfpenny va a placcare Parisse in volo, non c’è cattiveria ma l’arbitro gli sventola lo stesso il cartellino giallo. Dieci minuti di superiorità numerica, questi, che però non significheranno nulla: gli azzurri non hanno più niente da dare, il Galles controlla le operazioni, cede qualche possesso e si schiera egregiamente in difesa. Anche l’ingresso di Botes a mediano di mischia serve a poco: il sudafricano prova a dare un po’ di elettricità ma intorno a sé ha ragazzi che boccheggiano. L’Italia è finita. Il Galles allunga ancora con una punizione di Priestland e alla fine trova la seconda meta della giornata. Gli azzurri si fanno sorprendere da una giocata rapida e Cuthbert arriva fino in fondo. È il sigillo finale sulla partita. 

Dopo la debacle in terra irlandese, la paura era quella di prendere un’altra imbarcata. Non è stato così. La squadra messa in campo da Brunel non raccoglie nulla a Cardiff ma almeno non ci lascia la pelle. Finché le energie ci sono state, la difesa è riuscita a imbrigliare gli avversari. Quando a inizio secondo tempo è arrivata la meta di Roberts non c’erano più forze né idee per ribaltare la situazione. E l’incapacità di riprendere le partite resta il vero limite di questa squadra. 

Antonio Scafati

[10-03-2012]

 
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