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Rapina via Vittoria, arrestato basista

il colpo sarebbe stato messo a segno dalle "pink panthers", un gruppo specializzato in rapine

Sembrava una rapina perfetta, quella andata in scena lo scorso 1 febbraio ai danni di una gioielleria in via Vittoria, a due passi da piazza di Spagna. Tutto in pieno giorno, per un bottino da un milione e mezzo di euro. Rapinatori vestiti elegantemente che si fingono clienti, il sistema di videosorveglianza portato via, i dipendenti ammanettati, la fuga per le strade del centro di roma. Tutto studiato nei dettagli, tutto fatto con la precisione di chi sa cosa fare e come farlo. Eppure l’errore decisivo c’è stato: una busta lasciata per sbaglio nella gioielleria, con sopra un’impronta digitale determinante per risalire a un nome. E il nome è quello di Marianovic Mitar, serbo montenegrino di circa 60 anni. È lui, assieme a un paio di complici, ad aver messo a segno la rapina: Mitar, per la precisione, faceva da palo mentre i due complici si occupavano di mettere insieme il bottino. Gli uomini della squadra mobile lo hanno arrestato a Capannelle, dove viveva con la famiglia.

Secondo gli investigatori, l’uomo sarebbe uno dei membri delle "pink panthers", gruppo di rapinatori slavi dal curriculum eccellente: un bottino stimato in 200 milioni di dollari, frutto di una decina d’anni di rapine ad alti livelli e molto spettacolari. Si va dalle vetrine di una gioielleria di Dubai sfondate con una limousine nel 2008 alla fuga in motoscafo a Saint Tropez, tre anni prima. Sulle loro tracce ci sono le polizie di mezzo mondo. Il presunto capo delle "pink panthers" era stato arrestato a Roma dagli agenti della squadra mobile nel maggio del 2010, quando era arrivato nella capitale per incontrare la sua fidanzata.

 
 

[07-03-2012]

 
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