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Posti in piedi in paradiso

di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino

di Rosario Sparti

Ulisse, Fulvio e Domenico sono tre padri separati costretti a versare quasi tutto quello che guadagnano per mantenere ex mogli e figli. Ulisse, già discografico di successo, vive nel retro del suo negozio di vinili ed ha una figlia, Agnese, che vive a Parigi con la madre Claire. Fulvio, ex critico cinematografico, scrive di gossip e risiede presso un convitto di religiose. Anche lui ha una bambina, di tre anni, che non vede quasi mai a causa del pessimo rapporto con l’ex moglie Lorenza. Domenico, in passato ricco imprenditore, si è riciclato come agente immobiliare, dorme sulla barca di un amico e, per mantenere ben due famiglie, fa il gigolò per signore di una certa età. Dopo un incontro casuale, i tre decidono di andare a vivere insieme per dividere le spese di un appartamento. Inizia così la loro convivenza e la loro amicizia e, dopo una serie di avventure tragicomiche, per i tre giunge il momento di fare i conti con le proprie responsabilità.

Carlo Verdone, dopo la commedia corale IO, LORO E LARA dalla dubbia riuscita, punta il riflettore sulla realtà dell'Italia dell'oggi, trovando nella situazione dei padri separati un punto di partenza interessante per quello sguardo dolcemaro che contraddistingue il suo cinema. Il merito maggiore del film è proprio nella distanza che il regista prende dall'attuale commedia italiana, lontana dall'Italia reale, per guardare a una situazione che sempre più tutti finiamo per conoscere personalmente.

Immancabilmente Verdone tratta il tema come gli è consueto, tra facezie e gag spesso molto divertenti ma anche momenti più riflessivi, delegando alle giovani generazioni uno sguardo di speranza. Il problema maggiore del film però è negli eccessivi cambi di tono, direzioni diverse che finiscono per sbilanciare il film non riuscendo a dargli una forma, così una commedia di situazione che guarda alla crisi economica e affettiva dell'oggi svolazza da troppe parti, sbilanciandosi in descrizioni e situazioni che nulla aggiungono alla storia principale.

Se la struttura del film non arranca, non mancano però le zampate comiche di Verdone - che si ritaglia un personaggio in solitaria che ha grande affinità con la sua biografia personale - e dei suoi colleghi: un Pierfrancesco Favino, vero emblema delle nevrosi contemporanee, e un divertente Marco Giallini, che sembra essere la quintessenza dei personaggi interpretati da Christian De Sica. Non un passo indietro ma neanche in avanti per il regista, probabilmente si rimane fermi senza trovare ancora una vera collocazioni. Solo posti in piedi anche sulla Terra.
 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[03-03-2012]

 
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