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Finanzieri scoprono un giro di prodotti contraffatti

sequestrati beni di lusso e appartamenti

Beni di lusso, appartamenti, conti bancari: tutto inconciliabile con la dichiarazione dei redditi presentata da alcuni cittadini cinesi che commerciavano a Roma prodotti contraffatti. E così il tribunale di Roma ha deciso per il sequestro preventivo di cinque immobili, eseguito dagli uomini della guardia di Finanza del comando provinciale di Roma: quattro appartamenti nel quartiere Tufello e uno in via Giolitti, alla stazione Termini. Oltre a questi, il Gip ha firmato anche un’ordinanza di sequestro per due box e per diversi rapporti finanziari: quattro milioni il valore complessivo dei beni congelati. L’ipotesi degli investigatori è che queste proprietà siano frutto del commercio illegale di merce contraffatta messa su da sei cittadini cinesi, nei confronti dei quali la direzione distrettuale antimafia della procura di roma stava lavorando da tempo.

Prodotti falsi e non conformi alle norme sulla salute pubblica. Capi di abbigliamento e accessori griffati, bigiotteria alla moda, oggettistica con i protagonisti dei film di animazione. Tutto rigorosamente falso. Durante gli accertamenti, gli inquirenti hanno anche scoperto che l’organizzazione trasferiva in Cina il denaro guadagnato dall’attività illecita: i canali utilizzati erano quelli dei ‘money transfer’. Per i sei cinesi le accuse sono di associazione a delinquere, introduzione e commercio di prodotti falsi sul territorio italiano, e ricettazione.

[02-03-2012]

 
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