Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

50 e 50

di Jonathan Levine. Con Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen

di Rosario Sparti

Il non ancora trentenne Adam ha una vita tranquilla e appagante: è fidanzato con la bella Rachael e si diverte con l’amico Kyle. Quando scopre di essere malato di cancro tutto cambia: frustrato, incapace di accettare la malattia, il giovane non reagisce, sembra non voler combattere. L’amicizia con Kyle e l'incontro con Katherine gli faranno aprire gli occhi: la vita può ricominciare, basta guardare al mondo con occhi diversi e non dare nulla per scontato.

Di fronte a un film che affronta una storia simile, ancor prima d’entrare in sala, ci sarebbe da correre a gambe levate pensando alle possibili nefandezze melodrammatiche, melensaggini, falsità retoriche e banalità a cui si può andare incontro. Il film di Jonathan Levine, già regista di FA’ LA COSA SBAGLIATA, ha un grande merito: non cade in nessuno di questi rischi. Non che la pellicola non sia esente da difetti, infatti, la sceneggiatura, basata sulla reale malattia dello sceneggiatore Will Reiser vissuta con l’amico Seth Rogen, spesso è prevedibile nei suoi sviluppi ma ha il grande merito d’amalgamare bene commedia caustica al dramma, trattato in maniera delicata.

Il regista abbandona qualsiasi interesse verso stramberie visive e si affida totalmente al cast che, dall’ottimo Joseph Gordon Levitt, si rivela essere ben affiato e sincero. Si apprezza con piacere il bilanciamento terrigno, verso la materialità della vita, attuato da un Seth Rogen abile a piazzare diverse battute ad effetto, così come personaggi minori, quello della sgradevole fidanzata interpretata da Bryce Dallas Howard e la madre leonessa ritratta da Anjelica Huston, riescono con pochissime scene a risultare pienamente efficaci.

Il merito maggiore dell’opera è nel ritrarre realisticamente una storia simile. L’amicizia al maschile dei personaggi, l’insicurezza e il disagio di coloro che circondano il protagonista, le difficoltà della terapista alle prime armi, la voglia di restare con i piedi per terra tra le cose banalmente sciocche dell’esistenza, sono gli elementi che danno una marcia in più al film rispetto a quelli che già hanno trattato una materia simile. Senza particolari compiacimenti e ruffianerie, se non una colonna sonora catchy, il film si rivela sincero e abilissimo nel bilanciare lacrime e risate.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[01-03-2012]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE