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Omicidio Casilino, forse un gioco erotico finito male

la vittima era da 20 anni in Italia, aveva diversi precedenti

Il settimo omicidio nella capitale dall’inizio dell’anno si consuma tra le mura di un appartamento al quarto piano in Via Torrevona, nel quartiere Casilino. È lì che è stato trovato il cadavere di Arturo Taipei Campos, cittadino peruviano di 54 anni: vestito, un cappuccio in testa, le mani e i piedi legati, segni di bruciature sul corpo, forse l’uomo è stato torturato prima di essere ucciso.

A chiamare la polizia è stato il nipote della vittima, preoccupato perché da un paio di giorni non riusciva a sentire lo zio.
Sarà l’autopsia a chiarire le dinamiche del decesso, anche se da un primo esame sembrerebbe che l’uomo sia stato ucciso con un colpo contundente. La morte risalirebbe a un paio di giorni prima del ritrovamento.

Nessun segno di effrazione alla porta dell’abitazione. All’origine dell’omicidio forse una rapina, forse un gioco erotico finito nel peggiore del modi. Stando a quanto raccontato dai suoi vicini di casa, pare che il peruviano si prostituisse: nel suo appartamento spesso si recavano giovani dell’est Europa. Ma per gli investigatori è presto per escludere altre piste. L’uomo, da vent’anni in Italia, aveva diversi precedenti, soprattutto per droga e truffa. Elementi decisivi potrebbero arrivare dall’analisi delle immagini delle telecamere di sicurezza istallate sulla strada: in quelle registrazioni potrebbe essere immortalato il viso dell’assassino di arturo campos.
 
 

[24-02-2012]

 
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