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Omicidio Primavalle, tre i ricercati

l'omicidio sarebbe nato dopo una lite familiare

Se non ore, potrebbe avere i giorni contati l’assassino di Marco Zioni, il trentottenne ucciso a colpi di pistola nel quartiere Primavalle, Montespaccato. I carabinieri della stazione Trastevere coordinati dal colonnello Giuseppe La Gala e dal maggiore Massimiliano Sole sono sulle tracce di tre persone che, secondo le testimonianze, hanno partecipato alla lite con Zioni negli istanti precedenti la sparatoria. Una lite scaturita per motivi familiari.

Erano da poco passate le 15. Marco Zioni aveva accompagnato altri due parenti in via Guido da Montpellier. Scopo: chiarire con la famiglia di Marco Lo Pinto, ex marito di sua cugina Gioia, la questione legata all’affidamento del bambino di 10 mesi. Solo lunedì, infatti, agli Zioni era giunta la lettera del legale dei Lo Pinto che intimava la giovane mamma a concedere al padre il permesso di vedere il bambino. All’inizio un faccia a faccia tranquillo, poi sfociato in urla e insulti nel mezzo dalla via, una strada in salita che incrocia via cornelia. Marco Zioni sale in macchina, una smart grigia, ma non ha neppure il tempo di metterla in moto: qualcuno tira fuori una pistola, spara tre colpi verso la vettura prima di darsi alla fuga. Tre membri del clan Lo Pinto, tra cui il padre del bambino, sono tuttora ricercati. Due proiettili rimangono inesplosi, uno colpisce zioni al torace: ad accompagnare l’uomo al policlinico Gemelli è il titolare della vicina autofficina. Una corsa disperata e inutile. Zioni muore in ospedale intorno alle 17. Gli interrogatori ai membri delle due famiglie condotti dal sostituto procuratore Elisabetta Cenniccola sono proseguiti fino a tarda notte, così come i rilievi dei carabinieri sul posto del delitto. I bossoli rimasti inesplosi a terra risultano di due calibri differenti, ipotesi che secondo gli inquirenti, non esclude la possibilità che a sparare sia stata una sola persona con una unica arma. Arma che non è ancora stata trovata. Il quartiere, nel quadrante nord ovest della città non è nuovo  a delitti legati a faide familiari. Quattordici giorni fa, nella vicina via di Torrevecchia il 61enne Mario Maida è stato freddato con un colpo di pistola alla testa sulla rampa del suo garage. Nel 2005 era stato arrestato per l’omicidio del nipote. Quello di ieri è il sesto assassinio nella capitale dall’inizio del 2012. Addirittura il 37° negli ultimi 14 mesi.
 
 

[22-02-2012]

 
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