Giornale di informazione di Roma - Domenica 02 ottobre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Il pallonaro Roma
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Il pallonaro Roma
 
 

Roma, Luis Enrique pensa solo al Parma

L'allenatore giallorosso concentrato sulla sfida di domenica. Osvaldo probabile titolare

"Dopo il Bologna ho detto che poteva esserci il rischio di una stagione anonima? Ho detto io questo? Non credo. Quasi non conosco il termine in spagnolo. Quello che dice Walter Sabatini mi va benissimo. Non è anonima per quello che vedo nell'allenamento dopo la partita. Io non parlo di transizione, voglio fare il possibile per vincere con il Parma, voglio vincere con il Parma. E se perdo mi rialzo e ricomincio a preparare la prossima, questa è la mia filosofia. Che transizione? Che stagione anonima? Per me c'è l'allenamento di questa mattina, che è stato il più importante". Luis Enrique non pensa oltre la prossima gara. Quello che interessa al tecnico della Roma è battere il Parma.

"Non confermo nessuno per il prossimo anno, nemmeno me, non mi importa il prossimo anno, è domani l'esame vero. Il tifo sarà lì". Luis Enrique non pensa alla prossima stagione, dice di non pensare al mercato, ma vuole fare bene subito per il progetto della Roma. "Non sto pensando alla Roma della prossima stagione, almeno pubblicamente...", dice il tecnico giallorosso a proposito del mercato e delle parole del ds Walter Sabatini. "Io ho detto che l'esame è domani, non confermo nessuno, neanche me stesso. Quello è il vero messaggio. Quando vedi che al tuo vicino capita qualcosa di sgradito inizi a guardare nel tuo orticello. Domani è il mercato, domani si vedrà chi vuole restare a Roma. Che mi importa del prossimo anno? Oggi è stato un allenamento esame per me, domani sarà l'esame vero perchè ci sarà il tifo. Con questo messaggio la Roma diventerà grande", prosegue lo spagnolo.

La Roma Primavera oggi gioca la semifinale del Torneo di Viareggio, Luis Enrique sta seguendo i giocatori ma è convinto che per far crescere i giovani della 'cantera' giallorossa, servirebbe una squadra B, come in Spagna, per metterli a confronto "con giocatori di 28-30 anni e capire cosa è il calcio". "Conosco ottimamente i calciatori della Primavera che quando è possibile si allenano con noi. Tutti sanno che ho sempre un pensiero per i giovani, ma qui in Italia c'è grande differenza tra la Primavera e la prima squadra. In Spagna non è così, lì ci sono squadre B che giocano ad livello altissimo. È un peccato per i giocatori perchè se riusciranno a giocare a livelli più alti sarà più facile il loro inserimento in prima squadra", spiega il tecnico catalano. "Per crescere un calciatore giovane deve avere delle difficoltà. Quando si allenano con noi c'è troppa difficoltà, troppa differenza. La nostra squadra B è la Primavera, ma alcuni giocatori lì giocano con troppa facilità, c'è troppa distanza: vai a vedere le partite di Primavera in cui gioca Viviani -dice Luis Enrique-, è troppo facile per lui, ma poi in prima squadra è troppo difficile. Mi piacerebbe che giocassero ogni settimana in uno stadio con calciatori di 30 anni. Per loro sarebbe molto meglio competere nel calcio, ma è solo il mio pensiero".

 
 

[18-02-2012]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE