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Al via i controlli dei Nas nei pronto soccorso romani

i Carabinieri dei Nas effettueranno delle verifiche

Prende il via l'inchiesta della Procura per far luce sulle condizioni dei pronto soccorso romani. I pubblici ministeri Elisabetta Ceniccola e Rosalia Affinito hanno incaricato i Carabinieri dei Nas di indagare su carenze e disfunzioni strutturali dei pronto soccorso e se ci siano delle responsabilità penalmente rilevanti. Per avere una quadro completo della situazione, i militari dell'Arma effettueranno una serie di ispezioni nelle strutture di primo ricovero. Non solo, acquisiranno anche documenti presso i competenti uffici regionali, comunali e ospedalieri.

Da una prima ricognizione i militari del Nas non hanno riscontrato reati penali né condizioni igieniche precarie: il servizio di pronto soccorso al San Camillo e al Policlinico Tor Vergata sarebbe insomma garantito, ma in uno contesto di forte disagio per i pazienti e gli operatori. A spiegare, laddove fossero riscontrare, le cause del mal funzionamento dei pronto soccorso saranno, in procura, anche i responsabili delle strutture. Gli inquirenti ritengono che dietro tali disfunzioni, paradossali quelle del San Camillo dove è successo che i pazienti, a causa del sovraffollamento, venissero curati su materassi in terra ed i massaggi cardiaci praticati sul pavimento, non ci siano colpe di natura professionale. Materiale o testimonianze per delineare lo stato delle cose, in particolare sulla scarsità dei posti letto, del personale ridotto all'osso e dei tempi d'attesa inaccettabili, potrebbero arrivare anche dal personale medico e paramedico, oltre che dai diretti interessati, ossia dai frequentatori dei pronto soccorso. Il fascicolo processuale è stato aperto giovedì dal reggente della Procura Giancarlo Capaldo dopo le polemiche sollevate in seguito alla pubblicazione di foto che documentavano le cure praticate al San Camillo a pazienti sdraiati su materassi stesi sul pavimento.
 
 

[17-02-2012]

 
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